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domenica 29 gennaio 2012

A Viareggio un Carnevale senza Berlusconi

Il Carnevale di Viareggio inizia con le sue sfilate il 5 febbraio, chi vuole andarci può controllare date e orari a questo link:

http://www.viareggio.ilcarnevale.com/

Il 2011 fu l’anno di Berlusconi e il carro di Alessandro Avanzini fu dominante; il post che avevo inserito in questo blog ha ricevuto 1.600 visualizzazioni; eccolo per memoria, quel carro mantiene ancora una sua potenza d’urto

Rexpubblica, un carro di Viareggio 2011

Chissà se Monti, con il suo tonetto contenuto e controllato, sia stato fonte di ispirazione per i carri di Viareggio ??? Ma dietro Monti ci stanno pur sempre Berlusconi, Bersani e Casini; che sicuramente meritano ancora qualche testone mascherato.

29/01/12 francesco zaffuto

sabato 28 gennaio 2012

un atto violento

Dire che il titolo di studio non ha alcun valore è un atto violento.

Il valore legale (o chiamiamolo se vogliamo sociale) del titolo di studio è il riconoscimento minimo per una fatica spesa in anni di studio. Il completamento di un corso di laurea consta esami, patemi d’animo, giornate e nottate di studio. Indipendentemente dalle capacità fisiche date dalla natura, chi raggiunge il compimento di un corso di laurea ha fatto un lavoro pesante ed ha investito buona parte della propria vita; pertanto uno straccio di merito deve essere riconosciuto da questa società. Magari avrà difficoltà a spendere nello specifico quel titolo di studio ma voler sancire che non vale un C.. per trovare un lavoro. è un atto violento.

Il governo Monti si è al momento astenuto, forse ha sentito la puzza di bruciato e non è andato oltre.

Ma va combattuto il luogo comune della mancanza di valore dello studio, va combattuto prima che il grande Moloch inghiotta tutto; e il Moloch non è Monti ma l’imperante luogo comune.

28/01/12 francesco zaffuto

Immagine – il grande Moloch del film Cabiria

giovedì 26 gennaio 2012

Angela, bel pensiero ma completalo

Leggo sul Corriere di oggi 26 gennaio un pensiero di Angela Merkel:

“In Europa ci sono 23 milioni di imprese e 23 milioni di disoccupati. So che è una semplificazione, ma basterebbe che ognuna di queste aziende assumesse una persona senza lavoro e avremmo risolto il problema”.

Bel pensiero, ma occorre completarlo. Se assumere significa aumentare la produzione non è certo che i nuovi prodotti riescano ad essere venduti, nei fatti nessuna azienda è disposta ad accrescere l’invenduto. Ma se le aziende attuali riducono di qualche minuto l’orario di lavoro; se i lavoratori sono disposti a lavorare qualche minuto in meno magari guadagnando qualche centesimo in meno utilizzando quei minuti per riposarsi; se le aziende, invece di puntare sullo straordinario, facessero qualche riflessione in più sulla produzione “marchionnemassacrante” e fossero più illuminate, la soluzione Merkel si potrebbe attuare.

Allora cara Angela completa il pensiero:

LAVORARE TUTTI, LAVORARE MENO

E già che ci sei Angela, fai una telefonata alla Fornero, che siede al tavolo con sindacati e confindustria, e spiegaglielo questo pensiero.

26/01/12 francesco zaffuto

Terremoto, e che fai …

Alle 9,06 del 25 gennaio ho sentito anch’io il terremoto a Monza, nella Lombardia considerata terra lontana dei terremoti, la vetrinetta del mio studio ha tremato, la pianta che tengo su un vaso con delle rotelle leggermente si è mossa e il mio stomaco è come trasalito. Che fare? Avvisare gli altri che sono in casa, vestirsi e uscire o uscire in pigiama, ripararsi sotto un angolo della casa che ritieni più stabile? Di colpo vivi per un attimo quello che hanno vissuto gli abitanti dell’Aquila, in forma ridotta ma lo vivi. Ti rendi conto che puoi fare ben poco, molto poco. Ti rendi conto che per il terremoto occorre fare prima, molto prima, quando il terremoto non c’è: rendere gli edifici meno soggetti al disastro, educare sui minimi comportamenti da tenere in caso di pericolo, educare su come prestare soccorsi.

Se nel nostro paese ci si rendesse conto che tutto il territorio nazionale è soggetto a danno sismico e si mettessero in moto le necessarie misure di salvaguardia anche l’economia potrebbe averne un beneficio, un intero settore produttivo di vastissime proporzioni si metterebbe in moto; meno disastri nei terremoti e una crescita in economia senza produrre cose inutili.

26/01/12 francesco zaffuto

immagine - carta sismica dell'Italia

mercoledì 25 gennaio 2012

Martone: gli sfigati sanno di essere sfigati

Gli sfigati spesso hanno seguito dei sogni che non si sono realizzati, spesso si sono mossi a ventaglio su tanti interessi, spesso hanno amato senza trovare un amore, spesso hanno studiato cercando di capire quello che stavano studiando, spesso hanno rifiutato qualche raccomandazione perché gli faceva un po’ schifo, si sono resi conto che non sapevano vendere in un paese di venditori ….

Certamente chi si è laureato a 23 anni ha sicuramente molte più possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, ha di fronte a se tanti anni di giovane da spendere per successivi corsi e successivi tentativi; chi arriva alla laurea a 30 anni faticosamente, per svariati motivi, ha meno opportunità di fronte a se; ma una società che ti dice che non hai combinato niente per aver studiato è una società di merda … e Martone in qualche modo rappresenta in forma cosciente questa società.

25/01/12 francesco zaffuto

Immagine – la scatoletta di Piero Manzoni “merda d’artista” 1961

martedì 24 gennaio 2012

Monti e il preventivo per gli avvocati

Il rischio più alto Monti lo corre con gli avvocati, poiché sono tanti tra i Parlamentari, possono far mancare diversi voti sul decreto Cresci Italia.

Ma, in materia di tariffe dell’Ordine o preventivo, con chi stare con Monti o con gli avvocati?

Vediamo un po’ come va attualmente:

se andate da un avvocato magari non vi chiede subito un onorario e neanche parla di parcella, tanto c’è un rapporto di fiducia; poi scoprite alla fine che la parcella è molto cara, ci rimanete male e dite che non avete i soldi per poter pagare; l’avvocato vi denuncia, interviene l’Ordine e scoprirete che l’Ordine dà parere favorevole all’avvocato, le tariffe minime ben conteggiate vi strozzano, e il giudice da ragione all’Ordine e di conseguenza ragione all’avvocato; nel frattempo per difendervi dal primo avvocato vi siete rivolti ad un altro avvocato ed ora avete due avvocati da pagare; se si tratta di cause lunghe e complicate potreste rimetterci anche la casa.

Vediamo cosa propone Monti con il suo decreto:

il compenso dell’avvocato viene rimesso esclusivamente alla libera contrattazione tra le parti e l’informativa su quanto pagare si deve conoscere prima dell’inizio del rapporto professionale; tutti i professionisti avranno l’obbligo di concordare in forma scritta con il cliente un corposo preventivo per la prestazione; la consegna del preventivo sarà un obbligo deontologico la cui mancanza corrisponderà ad un grave illecito disciplinare; inoltre, nel preventivo, il professionista ha l’obbligo di indicare l’esistenza di una copertura assicurativa per danni che può provocare l’avvocato nell’esercizio dell’attività professionale.

Rispetto a queste due modalità con chi stare: con Monti o con gli avvocati?

Non ho molte simpatie per il governo Monti ma riguardo agli avvocati preferisco avere il preventivo (ne farei anche qualche fotocopia in più per evitare un eventuale smarrimento).

24/01/12 francesco zaffuto

immagine – un dipinto satirico sugli avvocati di Honoré Daumier – il soggetto Avvocati fu preso spesso di mira dalla satira di Daumier – in questo dipinto un vecchio avvocato che si sta pronunciando in una arringa pare ascoltare il suggerimento di un essere demoniaco.

lunedì 23 gennaio 2012

Come dire e pensare 18.000 miliardi di dollari

Provate a dire e pensare 18.000 miliardi di dollari. Tutto il prodotto interno lordo degli USA nel 2010 era solo 14.850 miliardi di dollari; ma 18.000 miliardi di dollari sono depositati nelle banche offshore (si badi bene – banche svizzere escluse)

Trovate informazione per i 18.000 su:

http://theeconomiccollapseblog.com/archives/the-global-elite-are-hiding-18-trillion-dollars-in-offshore-banks

Per chi non ha voglia di leggerlo in inglese, la traduzione è su:

http://nuovediscussioni.blogspot.com/2012/01/nelle-banche-offshore-lelite-globale.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+NuoveDiscussioni+%28Nuove+Discussioni%29

Se c’è una cosa che non manca nel mondo sono i soldi, ed è per troppi soldi che ci stiamo tutti rovinando. I mercati sono solo il giudizio di questi soldi. Il problema è: come neutralizzarli per gli effetti destabilizzanti.

Pur vivendo nella nostra miseria, più o meno discreta, facciamoci venire qualche idea.

Intanto quando questa massa monetaria si muove per fare contratti finanziari deve pagare un’imposta sulle transazioni (magari ben più elevata di quella che prevedeva l’economista Tobin).

Alle banche nazionali vanno proibite le attività con le banche offshare.

Quando i proprietari di questi soldi si muovono per godere delle proprie ricchezze vanno colpiti con tassazioni elevate nell’acquisto di beni di lusso.

Chi ha altre idee le metta giù.

A qualcuno verrà in mente: la rivoluzione. Sì, c’è pure quella, ma attenzione: chi ha 18.000 miliardi di dollari può promuovere 18.000 false rivoluzioni, e pagare centinaia di migliaia di politici. Ma un nuovo sentire della coscienza universale dell’umanità può cambiare tante cose. Questa ricchezza non è sopportabile in un modo dove si muore ancora per fame.

23/01/12 francesco zaffuto

Immagine – un mucchio di dollari

domenica 22 gennaio 2012

Con euro una s.r.l.

Provate a consegnare a vostro figlio, che cerca lavoro, un euro e ditegli che può fondare una s.r.l. con qualche amico di età inferiore a 35 anni e diventare imprenditore; chissà quale potrà essere la sua risposta.

Non voglio assolutamente biasimare il presidente Monti per questa scelta; ricordo che in un mio post di alcuni mesi fa, tra le tante cose per risolvere il problema lavoro, auspicavo un alleggerimento di tutte le procedure burocratiche che ostacolano l’iniziativa di lavoro autonomo.

Dire che questa misura di semplificazione non va bene diventa per me una cattiveria, un non giustificato antiMonti. VA BENE, MOLTO BENE!! Ma visto che è un bene semplificare nella fondazione di microimprese, non si capisce perché a 36 anni si debba complicare; è una specie di nonsense giuridico. Mi preme anche di chiarire che questa misura, se da sola, difficilmente può porre rimedio alla disoccupazione giovanile.

22/01/12 francesco zaffuto

immagine - un euro

sabato 21 gennaio 2012

I forconi e la Sicilia

Essendo siciliano tendo ad a diffidare dei siciliani; dagli anni cinquanta i siciliani hanno appoggiato con il loro voto le componenti politiche più retrive. Ma i siciliani, quando si svegliano dal lungo sonno della sopportazione, sono capaci di sommovimenti di grande portata; la Storia ci ricorda i Fasci siciliani della fine dell’800 e i Vespri siciliani del XIII secolo.

Cosa accade oggi in Sicilia per me che vivo lontano non è facile da capire e allora mi limito per la cronaca a inserire alcuni link sugli avvenimenti:

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=160765

http://www.gds.it/gds/sezioni/politica/dettaglio/articolo/gdsid/184858/

http://www.youtube.com/watch?v=3vCsc1Ubmlo&feature=share

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/138845/forconi-protestano-anche-studenti-caos-palermo-bruciato-tricolore.htm

http://it-it.facebook.com/pages/Movimento-dei-Forconi/254645254561355

http://sfrenzychannel.blogspot.com/2012/01/pino-aprile-spiega-le-origini-del.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+SfrenzyChannel+%28Sfrenzy+Channel%29

Nelle notizie riportate nei link c’è chi parla di infiltrazioni mafiose; riguardo alle possibili infiltrazioni in un movimento tutto è sempre possibile, ma che oggi esiste un movimento che affonda le radici nel malessere dell’isola è un fatto inoppugnabile.

Ma di cosa ha bisogno la Sicilia? Non certo della cura Monti; l’avere strozzato con le accise sui carburanti molte aziende e prepararsi ad un possibile innalzamento dell’IVA che continuerà a strozzarle non è la cura appropriata per risollevare l’economia. La Sicilia ha bisogno essenzialmente di lavoro; è il lavoro può nascere in qualche modo proteggendo e sviluppando l’economia locale.

Non è certo del rinvio delle competenze tra Monti e il governatore Lombardo che la Sicilia ha bisogno; lo stesso Lombardo si deve assumere tutte le responsabilità delle azioni che può svolgere nella pienezza dell’autonomia regionale e Monti di quelle su base nazionale.

Certo non è facile dare ricette; ma sentire che a Palermo si vendono i limoni e pesce della Spagna è una notizia quanto meno inquietante, eppure è la realtà. Se non si possono rivendicare barriere doganali, almeno è necessario promuovere tutta la produzione a km. 0 per favorire lo sviluppo della produzione locale.

21/01/12 francesco zaffuto

Immagine – antica foto di Bernardino Verro uno degli esponenti di punta del movimento dei Fasci siciliani della fine dell’800 - http://it.wikipedia.org/wiki/Bernardino_Verro

giovedì 19 gennaio 2012

AAA consiglieri e consigliati

Le agenzie di rating sono “forse inaffidabili”; cercano di prendere le distanze dai loro giudizi: Barroso, Sarkozy, e anche lo stesso Draghi (che auspica una agenzia di rating tutta europea).

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=944476&lang=it

http://www.dirittodicritica.com/2012/01/16/agenzie-rating-fondi-33204/

Una Procura italiana è partita con delle indagini nei confronti delle agenzie di rating; molto bene, tutte le indagini su questi “consiglieri” ben vengano.

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE80I01R20120119

Ma il “mal di crisi” in questo mondo non viene solo dai consiglieri, viene anche e soprattutto dall’esistenza dei consigliati.

Eccoli i consigliati: una grande massa di capitale finanziario naviga per il mondo: completamente slegato da investimenti di lungo periodo, completamente slegato da investimenti produttivi; si orienta a naso sul rendimento più elevato e poiché necessita di un grande naso si fida delle agenzie di rating.

Questa grande massa di capitale finanziario non è solo formata da quel gruppo “occulto” di super ricchi dell’occidente che governano occultamente il mondo, ad essi si aggiungono:

i fondi pensione privati (gestiti si dice nell’interesse dei clienti)

i fondi comuni di investimento delle diverse tipologie

i fondi che le banche non destinano al credito

i fondi delle mafie e del malaffare

i fondi dei paesi emergenti (tipo Cina che ancora esista ad investire al proprio interno)

i fondi di tutti i piccoli risparmiatori

Si tratta di una massa di capitali enorme (forse superiore a quella investita stabilmente nella produzione) che quando si muove sconvolge gli stessi investimenti produttivi.

Dire che tutto il male deriva dai cattivi consiglieri è poca cosa, è la vasta rete dei consigliati che si deve modificare.

Alcune misure sono possibili: la Tobin Tax , per evitare eccessi di speculazione sul breve termine; i fondi pensione vanno gestiti dagli stati su base pubblica, ciò può aiutare a fare scomparire una domanda di titoli che droga il mercato; le banche che non operano nell’esercizio del credito alle aziende vanno poste sotto sorveglianza ed eventualmente nazionalizzate; il piccolo risparmio va incoraggiato ma va anche indirizzato verso il sostegno dei titoli di stato; la tassazione degli accumuli di ricchezza finanziaria e la lotta all’evasione fiscale sono misure anch’esse necessarie per limitare i danni di mafie malaffare.

Lo stesso orientamento di investimento di paesi emergenti come la Cina muterà se le condizioni dei mercati finanziari occidentali saranno modificate.

19/01/12 francesco zaffuto

immagine: divagazione sul racconto “il naso” di Gogol

venerdì 13 gennaio 2012

Liberalizzazioni o concentrazioni

Il governo Monti sta mettendo mano alle liberalizzazioni, la parola liberalizzazioni fa ben pensare ma .... Quando in un mare chiuso pieno di pesci piccoli si liberalizza facendo entrare un pesce grande c’è da aspettarsi che si mangia i pesci piccoli; di conseguenza la scomparsa di tanti pesci piccoli non va certo a beneficio dell’incremento dei posti di lavoro.

Caso Taxi: aumentare le licenze tecnicamente può fare aumentare posti di lavoro e può avere anche come conseguenza la diminuzione del prezzo del servizio; ma dare la possibilità di avere più licenze di taxi gestite da un’impresa fa si che nel settore entri il pesce grande che mangerà tanti pesci piccoli e di conseguenza non ci sarà di certo un aumento di posti di lavoro.

Caso Benzinai: dare la possibilità di poter vendere benzina di diverse marche forse può aumentare la concorrenza e forse può fare diminuire di poco il prezzo; ma nei fatti solo pochissimi gestori potranno dotarsi di più cisterne e di più impianti di erogazione, potranno farlo grandi gestori vicino a ipermercati. Anche in questo caso il dispositivo pare fatto per i pesci grandi.

Caso Farmacie: aumentare le licenze per nuove farmacie è sicuramente una buona cosa per tanti giovani laureati che possono far valere il loro titolo; dare la possibilità ai supermercati di vendere le medicine non fa nientaltro che ridurre la presenza sul territorio delle farmacie. Anche qua un dispositivo per pesci grandi.

Caso Apertura Negozi: dare la possibilità di stare aperti giorno, notte e festivi non è certo una misura che puo fare comodo a un commerciante che gestisce da solo il proprio negozio; è abbastanza evidente che i grandi supermercati che potranno gestire con turni l’apertura potranno avere vantaggi da questi dispositivi. Nel settore commergio già i pesci grandi hanno fatto una strage, potranno continuarla.

Ora mister Monti, con il suo staf di studiosi, ha previsto con le liberalizzazioni quanti posti di lavoro aumentano o diminuiscono?

Le liberalizzazioni potrebbero dare anche nuovi posti di lavoro, ma occorrono limiti ai pesci grandi altrimenti si chiamano CONCENTRAZIONI.

13/01/12 francesco zaffuto

(immagine “Riforme” fotocomposizione © liborio mastrosimonehttp://libomast-digiart.blogspot.com/2011/01/ottenebrazione.html )
nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
Due mani si dispiegano su un fondo grigio, ogni avambraccio porta dentro gli occhi e parti del volto, ma il naso è posto nel palmo delle mani, di conseguenza nel palmo delle due mani ci sono due nasi. Data la simmetria dell’immagine potrebbe significare che ogni nuova riforma finge un cambiamento. Ma potrebbe significare: occhio alle riforme, soprattutto provate ad odorare bene perché l’occhio può ingannarvi.

giovedì 12 gennaio 2012

Per la Corte resta il porcellum


Per la Corte Costituzionale resta il porcellum e i due referendum proposti vengono bocciati. Le reazioni a catena possono essere visibili da questo link:
In un post del 13 settembre avevo evidenziato qualche perplessità su questa iniziativa referendaria anche se sono andato a firmarla. Evidenziavo che la raccolta di firme proposta da Parisi e Morone aveva messo a k.o. quella di Passigli e Sartori. Ecco il link del vecchio post di settembre
Chissà se la proposta Passigli/Sartori, andata in ombra, era in grado di superare lo scoglio della Corte Costituzionale???? Resta un grande interrogativo.
ecco un link di commento alla sentenza di chi sosteneva il referendum Passigli
Ma intanto tutta la questione "riforma legge elettorale" ora va in mano a questo Parlamento, e con grande probabilità non farà nulla.
12/01/12 francesco zaffuto

(immagine “bipolarismo” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)

nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi

lo stesso viso illuminato da un lato da una luce intensa bianca e dall’altro da una luce rossa, il volto pare quello di una donna un po’ angosciata dagli effetti bipolari.

sabato 7 gennaio 2012

Per favore giocare a carte scoperte

Il ministro Fornero si dice disponibile a “studiare” per l’introduzione del reddito minimo garantito.

Confindustria: purché a pagare non siano le imprese.

Bonanni dice "una misura assistenziale che ucciderebbe il lavoro gravando sulle casse dello Stato".

La Camusso dice “le risorse dove sono?”

Sacconi, dall’oltretomba come ex ministro del welfare, dice che non va bene.

Per favore giocare a carte scoperte: qui si tratta della vita dei lavoratori disoccupati.

In Italia, nonostante sia la patria di grandi confederazioni sindacali, non è mai decollata una misura di protezione per i lavoratori disoccupati; specie per i giovani che iniziano a cercare un primo lavoro e per quelli che versano in condizione di disoccupazione da più tempo.

Per quello che non è stato fatto ognuno si assuma le sue responsabilità, sindacati compresi. Se i sindacati hanno paura che venga smantellato l’istituto della Cassa integrazione lo dicano con molta chiarezza. Ma se l’istituto della Cassa integrazione non viene smantellato come possono considerarsi così poco sensibili all’introduzione dell’istituto del reddito minimo garantito?

Penso che si debba fare chiarezza su tre tipologie di istituto per evitare di fare una grande confusione:

- l’ - Cassa Integrazione è un istituto che ha il carattere di attesa che una azienda possa riprendersi; ha un carattere di provvisorietà in vista di una ripresa della stessa azienda e mantiene tutta la sua utilità;

- l’i- Indennità di disoccupazione (o salario minimo garantito) è un istituto per chi ha perso il lavoro e per chi ancora non ha trovato un primo lavoro, è connesso con la disponibilità dichiarata dal lavoratore a prendere il lavoro proposto, di conseguenza è un istituto che deve prevedere forme di liste di collocamento che in qualche modo abbiano un carattere pubblico;

- l’i- Reddito minimo garantito è un istituto connesso a uno stato permanente di povertà, istituto che può fare riferimento a chi è disoccupato ma anche a chi non è in grado di poter fare un lavoro per grave invalidità o perché ha raggiunto la vecchiaia senza alcuna pensione maturata.

I tre istituti in una società attenta ai suoi cittadini debbono necessariamente convivere per evitare che la società possa diventare selvaggia. Questi istituti debbono gravare complessivamente sulla società: imprese, lavoratori, Stato e nessuno si può sottrarre alle proprie responsabilità. A questi istituti si contribuisce in base alla propria ricchezza e non ci pigliamo per i fondelli.

07/01/2012 francesco zaffuto

immagine - un mazzo di carte scoperte sparpagliate sul tavolo

venerdì 6 gennaio 2012

Detestabile avere ragione

Immagine: il grafico che avevo già proposto sul post di settembre, non cambia nulla basta proseguire con il dente di sega fino al 5 gennaio 2012.

Trovo detestabile, specie quando si parla di cattive notizie, quel modo di dire: “avete visto, avevo ragione … ”. Ma anche ieri 05/01/12, dopo i primi giorni positivi dell’inizio dell’anno, si è verificato un crollo della Borsa di Milano del - 3,75%. Nonostante la cura del governo Monti, nonostante le rassicurazioni della UE, nonostante la concessione di denaro fresco alle banche della BCE, le borse continuano a procedere con un andamento a dente di sega verso il ribasso; fenomeno che avevo decritto nel post di settembre Febbre e coscienza del Grande Moloch. Purtroppo la situazione è la stessa.

“ La meccanica si ripete con costanza: una ondata speculativa al ribasso, poi un recupero per acquisti ma non tale da riportare alla precedente posizione; poi una nuova ondata speculativa al ribasso, un nuovo recupero per acquisti ma non tale da riportare alla precedente posizione, e così via fino ad oggi.
Ogni volta che si innesta l’ondata speculativa al ribasso, c’è da presumere che gli speculatori riescano a trascinare nelle vendite diversi malcapitati impauriti che non ritornano più agli acquisti, e gli acquisti sono fatti solo da chi si era rivolto alle vendite con l’intento di riacquistare a buon prezzo; mentre gli scottati non ritornano più. La divinità BORSA non ha nessuna coscienza e saggezza, e nelle sue febbri è dominata da chi scommette e da due anni si scommette sullo sfacelo. I popoli e i governi non debbono dipendere dal Moloch, né dalla sua febbre e né dalla sua strana coscienza, debbono governare il Moloch.

Proibire le vendite allo scoperto e applicare la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie erano le misure minime da prendere su tutti i mercati mondiali dal 2008, ma ancora nulla; si continua a dipendere dai capricci della speculazione e si divinizza il comportamento della speculazione che chiede liberalizzazioni per continuare a procedere a mani libere nei suoi comportamenti.

06/01/2012 francesco zaffuto

mercoledì 4 gennaio 2012

Tre mesi di tempo per dirvi il mio stipendio


A chiunque di noi bastano pochi secondi per dire quanto guadagniamo al mese: qualcuno dirà 1.800 euro e si considererà quasi benedetto dalla sorte, qualcuno dirà 1.200 euro e accompagnerà la cifra con qualche lamento, ma in ogni caso in pochi secondi siamo in grado di rispondere.

Ma se la domanda viene rivolta ai nostri parlamentari accade una crisi della ragione; occorrono almeno tre mesi di tempo per arrivare a capire quanto guadagnano e poi potranno dare una qualche risposta; tre mesi di studio di una specifica commissione parlamentare per approfondire lo studio. Attualmente il dubbio varia se guadagnano 16 mila euro al mese o solo 5.000 euro al mese, ci sono poi quelle pasticciose indennità che non fanno capire nulla, e tutti si danno un gran da fare per aumentare la confusione. Mistero: sono pagati di più o di meno degli altri parlamentari europei?

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=75517025

E una scena pietosa. Non potete farci digerire questa farsa, il pagamento dei parlamentari deve essere la cosa più chiara e trasparente possibile, ben controllabile da ogni elettore. Riguardo poi a una riforma giusta per limitarlo, non si possono cercare strani riferimenti, basta come riferimento i 1.200 euro con cui vivono tanti lavoratori, e poiché siete onorevoli lo si può moltiplicare per tre (1.200 x3 = 3.600), possono proprio bastare.

04/01/2012 francesco zaffuto

Immagine – il grafico di un labirinto

martedì 3 gennaio 2012

SMonti: e ora il lavoro

Occorrerebbe cominciare dal pane, il lavoro serve per il pane .

Quelli che per “bontà” si occupano degli altri, ora si occuperanno del lavoro e forse anche del pane. Al momento un bel po’ di pane è stato prosciugato dall’ultima manovra governativa, ma ora si parlerà di riforma del mercato del lavoro.

Mercato del lavoro: dialogo

Lavoratore: c’è qualcuno disposto a prendere una parte di me, della mia vita, del mio tempo, dei miei muscoli, del mio cervello, chiedo timidamente: posso servire a qualcosa o debbo chiedere scusa per la mia esistenza?

Datore di lavoro: Cosa hai fatto fino ad ora? – cosa sai fare? - perché lo vuoi fare?

Lavoratore: ma queste sono domande e io cercavo una risposta per la mia domanda di lavoro?

Datore di lavoro: senti ti posso prendere in prova. Poi se sei bravo ti assumo.

Lavoratore: Grazie, e quanto dura sta prova?

Datore di lavoro: Tre anni.

Lavoratore: Ma!

Datore di lavoro: Senza se e senza ma, lo dice anche Monti, è il contratto prevalente.

Lavoratore: Prevalente per chi?

Datore di lavoro: Per me che sono il datore di lavoro.

Certo, “giustamente” Monti vuole mettere mano alla semplificazione di 40 tipologie di contratti di lavoro, dove pur di non assumere a tempo indeterminato si arrivati alla prolificazione dei contratti a “progetto di non si sa che cosa” e all’uso di assumere lavoratori subordinati ma con partita IVA (come se fossero dei liberi professionisti). Ma inventare un contratto prevalente con un periodo di prova di tre anni è una aberrazione. Dire poi che non ci sono i soldi per un welfare capace di dare una dignitosa indennità di disoccupazione per chi viene licenziato è una ulteriore aberrazione.

03/01/2012 francesco zaffuto

Post collegato per argomento: Articolo 18, quale totem

Immagine – dal film Tempi Moderni – Chaplin osa riposarsi e viene additato dal caporeparto.

giovedì 29 dicembre 2011

Buon 2012

Buon 2012


Si alza come una nuvola di fumo

un volo di scarafaggi verso il cielo

i fratelli senza guardarsi si consumano in guerre

nella mia terra riscaldata la carezza della pioggia diventa diluvio

Non voglio nutrirmi di apocalissi

amo la notte e il giorno

rincorro la mia frazione di felicità

senza conoscere il suo volto

tra le erbacce del mio piccolo orto

coltivo un filo di speranza

Rinsavire


29/12/2011 francesco zaffuto


Immagine – arance sull’albero – inondate dal sole d’inverno -

mercoledì 28 dicembre 2011

Vacanze lunghe

Monti lavora alle sue invenzioni ma il Parlamento riposa: una ventina di giorni di vacanza, riapre il 10 gennaio. Tanto gli studentelli del Parlamento non fanno altro che approvare o disapprovare le proposte dei governi, solo qualche esercizio di copiato, niente di originale; e allora vacanze lunghe.

Anche quando riapriranno non si sforzeranno tanto: “Io posso fare benissimo sia il Sindaco che il Senatore, tanto a Roma basta starci il mercoledì”. Lo ha detto in un’intervista al Corriere della Sera il sindaco di Afragola e senatore PdL, Vincenzo Nespoli. http://www.stopcensura.com/2011/12/tanto-roma-basta-starci-il-mercoledi.html

............

immagine - aula del Parlamento

martedì 27 dicembre 2011

No Monti a Cuba

Decreto-leggi del Consiglio di Stato, 3 Decreti da parte del consiglio dei Ministri, e 66 risoluzioni ed istruzioni di ministri e capi di entità nazionali.
-più di 800 milioni di pesos saranno destinati dallo Stato cubano al conferimento di sussidi a persone con basse entrate, come parte della Legge di Presupposto per il 2012.
-il governo cubano destinerà 17 mila 347 milioni 800 mila pesos all’Educazione, Salute ed altre necessità sociali nel presupposto dell’anno 2012.
-nel presupposto del 2012 si assegneranno circa 400 milioni di pesos alla protezione a persone con situazione finanziaria critica -tra questi handicappati ed invalidi e quelli risultati disponibili nel processo del nuovo ordinamento lavorativo.
-la legge finanziaria termina l’anno con un deficit stimato del 3,8% con relazione al Prodotto Interno Lordo, compiendo il limite di deficit promosso dall’Assemblea Nazionale nella Legge di Presupposto 2011.
-il Prodotto Interno Lordo cresce di un 2,7% nell’anno 2011.
-alla chiusura del 2011, la produttività di tutti gli occupati nell’economia, cresce di un 2,8%.
-più di 357 mila cubani esercitano un lavoro privato.

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Immagine – un murales a Cuba con il volto del Che – da internet - http://www.gliitaliani.it/wp-content/uploads/2011/01/cuba01.jpg

lunedì 26 dicembre 2011

Religioni, appartenenza e guerra

Le cronache di ieri in Nigeria con i cristiani trucidati, e quelle in Iraq con gli attentati che hanno riacceso lo scontro tra sunniti e sciiti, ci riportano nel baratro della guerra di religione, ovvero di appartenenza.

L’appartenenza può essere sentita dall’uomo “culturalmente evoluto” come da un barbaro. Ogni guerriero che va a sfidare la morte fa appello a un suo Dio. Omero ci diede una testimonianza tragica ed insieme ironica su come gli dei pagani partecipavano nel guerreggiare tra le fila troiane o achee. Nel pieno dell’era moderna, ove le religioni monoteistiche sono prevalenti, il guerriero prima di sfidare la morte si appella a Dio ed anche il guerriero avversario sta facendo lo stesso appello allo stesso Dio.

Lo “spirito d'appartenenza" durante il conflitto rende di parte le coscienze degli uomini ed esse si commuovono solo per gli uomini considerati fratelli, mentre producono i più efferati delitti contro gli uomini considerati nemici, contro le loro donne e i loro figli.

I motivi di una guerra vengono spiegati dagli studiosi facendo riferimento a ragioni di ordine economico o territoriale, ma senza nulla togliere all’importanza di tali motivazioni esse non bastano da sole a determinare una guerra, spesso uno spiccato “spirito d’appartenenza” sta alla radice di ogni guerra.

Lo “spirito d’appartenenza” si può manifestare in un gruppo familiare come in un gruppo sociale, può essere caratterizzato da una lingua, da una religione o da una tradizione comune, ma è come una espansione dell’egoismo del singolo uomo reso forte dalla vita nel gruppo; riesce a confondere la mente a tal punto che le stesse dottrine universaliste vengono spesso pervase dallo spirito di appartenenza ed un universalismo ridotto a campanilismo diventa capace di negare un altro universalismo.

Solo la strada di una fratellanza universale può salvare l’umanità,

Se il Dio creatore dell’universo non esiste siamo fratelli per condizione di natura; se il Dio creatore dell’universo esiste, non può essere il Dio di una parte, non può parteggiare per una appartenenza e siamo tutti fratelli.

26/12/2011 francesco zaffuto

immagine - Goya - il sonno della ragione genera mostri

giovedì 22 dicembre 2011

Natale, una festa particolare

Natale, una festa particolare

Una bevuta augurale per inverdire

o annegare la memoria

Se si guarda oltre le luci

si scoprono le assenze

la nostalgia può diventare struggente

ci assale l’infinito precipitandoci

Uno squarcio di materia

qualunque esso sia

ci riporta al presente gradevole o doloroso

Il Natale è il trillo di un bambino che nasce

qualunque sia questo mondo

22/12/2012 francesco zaffuto

Immagine – albero di Natale da http://www.ecologiae.com/wp-content/uploads/2008/12/albero-di-natale-legambiente-azzera-co2.jpg

SMonti

Tra le tante cose brutte nel decreto “salva Italia” ci sono anche quelle “belle” sulla crescita: eccone una che esprime la genialità del governo dei tecnici.

Dal 2012, potrà essere dedotto dal reddito d'impresa un importo pari all'Irap pagata sulle spese per il personale dipendente. Taglio del cuneo fiscale per le lavoratrici e i giovani sotto i 35 anni di età che operano in azienda, se assunti con contratto a tempo indeterminato. Le deduzioni per le imprese che assumono a tempo indeterminato potranno essere: 10.600 euro per ogni donna o giovane sotto i 35 anni (15.200 euro al Sud).

Tecnicamente il risultato sarà:

hai 36 anni, non sei una donna, avrai molta più probabilità di restare disoccupato.

Tecnicamente è una grande una grande ingiustizia.

22/12/2011 francesco zaffuto

Immagine – set di cacciaviti

martedì 20 dicembre 2011

Articolo 18, quale totem

Non possiamo certo dire che il mercato del lavoro in Italia sia andato bene dalla nascita della Repubblica ad oggi. L’Italia si è caratterizzata per il suo Sud e per un mercato di lavoro nero ampiamente diffuso per tutto il territorio nazionale. Quando il 14 maggio 1970 fu approvata la legge n. 300, conosciuta più comunemente come "Statuto dei diritti dei lavoratori", si diede vita al più importante testo normativo, dopo la Costituzione, sui diritti dei lavoratori. Si doveva andare avanti con un vero welfare capace di tutelare lo stato di disoccupazione; si doveva andare avanti per superare la piaga del lavoro nero ed invece ci si fermò; e gradualmente si passò da un sindacalismo di lotta e propositivo a un sindacalismo soddisfatto e concertativo. Sul finire degli anni ottanta e nei successivi anni novanta, l’essere concertativi produsse cose nefande: per il collocamento al lavoro la legge 28 febbraio 1987 n. 56 e la legge 23 luglio 1991 n. 223, con cui fu abrogato l'obbligo della richiesta numerica alle imprese, concedendo dapprima l'assunzione su richieste nominative per la metà degli assunti, estesa poi per intero a tutti; alla fine il 1º ottobre 1996 si arrivò alla completa liberalizzazione del sistema delle assunzioni abolendo anche l'obbligo della richiesta preventiva. Mentre l'avviamento al lavoro fu sostituito dalla selvaggia legge della domanda e dell’offerta, il tessuto sociale si andava costantemente modificando con l’arrivo di flussi migratori di lavoratori di paesi europeizzati e di paesi extraeuropei; nel contempo l’affermarsi del mercato globalizzato con aziende italiane pronte ad emigrare all’estero con i propri capitali al fine di trovare zone di manodopera a basso prezzo.

Oggi a ridosso di una crisi provocata sostanzialmente da un capitale finanziario slegato dagli investimenti produttivi ci si appella a una riforma del mercato del lavoro che ha come scopo principe la riduzione del costo del lavoro stesso; viene paventata sempre la concorrenza dei paesi emergenti come Cina, India o Brasile dove con una manodopera a basso prezzo si può produrre a prezzi concorrenziali.

Certo occorre fare i conti con la realtà; come occorre anche considerare che un welfare che assiste solo i lavoratori tutelati dalla Cassa integrazione mentre lascia nelle grane disoccupati e giovani da avviare al lavoro non è certo una gran cosa; ma iniziare dalla demolizione dell’articolo 18 non fa certo presagire orizzonti di avanzamento.

L’articolo 18 si basa sostanzialmente sul principio che il contratto di lavoro sia un contratto particolare dove sono in gioco l’economia di chi offre un lavoro e la vita di chi chiede un lavoro; tutelare il lavoratore da un licenziamento ingiusto non può essere considerato un pericolo per l’espansione dell’occupazione; la tutela avviene tramite un magistrato e i magistrati non sono “folli” quando emanano le sentenze, già una maggiore celerità nei meccanismi procedurali può andare bene per le aziende e per gli stessi lavoratori.

Quelli che sostengono la modifica o l’abolizione dell’art. 18 lo fanno con il “pio” presupposto del beneficio della flessibilità: meno vincoli si danno alle imprese e più aumenta il lavoro, ma questa non è una equazione matematica che porta a tale miracolo, è più facile che si vengano a verificare aumento della disoccupazione e riduzione del costo del lavoro in termini di retribuzioni.

La rescissione del rapporto di lavoro solo per decisione di una delle parti e senza giusta causa non avrebbe conseguenze nefande per il lavoratore solo se venissero ad esistere due presupposti: presenza di grande abbondanza di offerta di lavoro e la tutela economica per i periodi di disoccupazione.

Allora sig. ministro Fornero se la sente prima di tutto di:

1) Introdurre una indennità di disoccupazione sufficiente per vivere per tutto il periodo disoccupazione?

2) Ripristinare le liste pubbliche di collocamento obbligatorie con almeno il 70% di chiamata obbligatoria per le aziende?

3) Disporre regole per i contratti di lavoro a tempo determinato che rendano più onerosi tali contratti per le aziende?

4) Combattere il lavoro nero attraverso un ordinario e costante impiego di ispettorati?

E’ il caso sig. Ministro di rispondere a queste quattro domande prima di parlare di TOTEM dell’articolo 18.

20/12/2011 francesco zaffuto

Immagine stilizzata del numero 18

lunedì 19 dicembre 2011

Tracce

Durante il mio ricovero in ospedale leggere sul giornale le grandi trovate del governo Monti mi innervosiva ed acutizzava tutti i miei fastidi. Mi ha tenuto compagnia un libro che raccoglieva diverse poesie di Tomas Tranströmer (Poesia dal Silenzio – Crocetti Editore), alcune le ho rilette diverse volte e in una mi sono trovato immerso con la mia malattia, si chiamava tracce ... ve la propongo in lettura in questo post …

Tracce

Di notte, alle due: chiaro di luna. Il treno si è fermato

in mezzo alla pianura. Lontano i punti luminosi di una città,

freddamente scintillanti all’orizzonte.

Come quando un uomo è così immerso in un sogno

che mai, ritornato al suo spazio,

ricorderà di esserci stato.

E come quando qualcuno è così immerso in una malattia

che i suoi giorni passati divengono solo pochi punti luminosi,

uno sciame,

piccolo e freddo all’orizzonte.

Il treno è assolutamente immobile.

Alle due: forte luce lunare, poche stelle.