lunedì 31 gennaio 2011

PREMIO SUNSHINE AWARD ‘11



Ho ricevuto il PREMIO SUNSHINE AWARD ’11 da http://4sfumaturedellarealta.blogspot.com/2011/01/premio-sunshine-award-11.html
Ringrazio il blog 4 sfumature della realtà e mi avvio, secondo il regolamento, a continuare la catena, spero di avere capito e di non combinare pasticci. Condivido di questo meccanismo premiale lo spunto di potenziare la stessa comunicazione tra i blog.
Il regolamento dice che CHI RICEVE QUESTO PREMIO DOVREBBE:• RINGRAZIARE COLORO CHE LO HANNO PREMIATO.• SCRIVERE UN POST PER IL PREMIO.• PASSARLO A 12 BLOG CHE EGLI RITIENE MERITEVOLI.• INSERIRE IL LINK DI CIASCUNO DEI BLOG CHE DA LUI SCELTO.• E OVVIAMENTE DIRLO AI PREMIATI.
Vado alle nomine premiali
Libomast- digiart http://libomast-digiart.blogspot.com/ - parla per immagini e spesso le immagini parlano.
Laura Raffaeli http://lauraffaeli.blogspot.com/ - Con la sua sensibilità riesce a vedere dentro di noi ed è capace di mettere a nudo le nostre miserie.
Eliotropo - http://eliotroporosa.blogspot.com/ - Con un paziente lavoro quotidiano Rosa va a cercare le notizie che più interessano al nostro cuore e rimane attenta ad ogni commento.
Essere “Niente” - http://essereniente.blogspot.com/ - Un blog attento a ciò che riguarda lo spirito e a ciò che riguarda la materia.
4 sfumature della realtà - http://4sfumaturedellarealta.blogspot.com/ - mi pare che nel regolamento nulla osta al rinominare – non lo faccio per mero gesto di cortesia, ma perché si tratta di un blog particolare che vuole entrare nell’analisi nella mente per difenderla e renderla libera.
Alberto cane blog - http://albertocane.blogspot.com/ - centra sempre un problema essenziale.
Estate incantata - http://estateincantata.blogspot.com/ - I suoi post ci fanno un po’ innamorare di Lara.
Il linkazzo dello skittore - http://zioscriba.blogspot.com/ - Un bella penna di scrittore ed anche piena di energie.
Adriano Maini - http://mainiadriano.blogspot.com/ - Non è un turista, è un grande viaggiatore attento ai luoghi per ciò che si vede e per ciò che si sente dentro.
Gattonero - http://pietro-gattonero-pietro.blogspot.com/ - Fondamentalmente ha l’animo di un poeta, a volte si arrabbia e fa bene.
Verità e democrazia - http://veritaedemocrazia.blogspot.com/ - Su diverse cose siamo d’accordo.
Canelibero - http://caneliberonline.blogspot.com/ - Quando vado nel loro blog mi sembra di precipitare nell’ottocento, e c’erano tante cose importanti nell’ottocento.
Sono arrivato a dodici e mi accorgo che tra i blog che seguo ce ne sono ancora diversi di gran valore, posso dire che sono ricco per questi amici con cui ogni tanto ho l’onore di parlare. Rinvio alla passeggiata blog in cui sono inseriti. Saluti a tutti.
31/01/11 francesco zaffuto
immagine - un fiore - una dalia di colore arancione intenso

Federalismo CCC: Comuni, Case e Calderoli


Era dall’inizio di gennaio che tentavo di capire qualcosa sulla riforma federale fiscale per i comuni; impresa difficile perché si muoveva ogni giorno. Calderoli si limitava a qualche accenno per la stampa, per non rivelare tutte le sue genialità come se si trattasse del brevetto di un nuovo frullino; nei fatti ha trattato con l’opposizione per trovare qualche voto in più. Ora giovedì si dovrebbe arrivare al risultato finale.
Provo fare un breve elenco delle novità che dovrebbe introdurre la riforma federale fiscale per i comuni; lo faccio con difficoltà perché sugli organi di stampa le notizie sono apparse frastagliate e confuse (se qualche lettore mi corregge su qualche punto lo ringrazio anticipatamente).

Compartecipazione dei comuni all’Irpef fino al 2,5%. (Non si comprende l’aspetto federale per questo punto, i comuni resteranno in attesa del giro fondi dello Stato).
Sanzioni elevate per fare emergere le case fantasma, i comuni riceveranno in premio dallo Stato il 75% delle sanzioni.
Cedolare secca sui contratti di affitto, del 20% per gli affitti concordati e 23% per gli affitti a canone libero. (Secondo Calderoli con questa misura dovrebbero emergere gli affitti in nero, nei fatti i grandi proprietari di tanti immobili verranno ad avere una riduzione di imposte, oggi cadono in aliquote ben più alte).
Tassa di soggiorno. Una tassa sull’ospitalità da far pagare ai turisti.
Introduzione dell’ IMU una nuova tassa sulla casa in sostituzione dell’ICI con aliquote più elevate.
L’ ICI sulla prima resta abolita.
L'imposta di registro sui trasferimenti di proprietà di immobili dovrebbe diminuire dal 4 al 2% per la prima casa e dal 10 all'8% per le seconde case. (Questa misura in qualche modo di alleggerimento, viene prevista dal 2014).
La possibilità di detrarre una parte del canone di affitto per prima casa dalla denuncia dei redditi (di tale misura si hanno pochi elementi di certezza).

L’aspetto che meraviglia di più di questa riforma della Lega è lo stampo centralista, la Lega non si è sforzata tanto mentalmente per affidare ai comuni competenze e responsabilità specifiche.

Le grandi novità federali sembrano essere: cambiare il nome alle imposte, agevolare i redditi di grandi proprietari immobiliari con la cedolare secca, raggranellare un po’ di soldi dal turismo; lasciare intatto l’esonero ICI sulla prima casa, introdotto da Berlusconi, che ha equiparato in ricchezza chi abita in un monolocale di periferia con chi abita in un appartamento di sette stanze in centro città.
Mi rendo conto che non è facile entrare nel merito delle imposte sotto l’aspetto tecnico, ma ci deve essere un punto di riferimento di giustizia nell’imposizione fiscale: debbono pagare tutti, ma di più chi è realmente più ricco. Le imposte con le caratteristiche della cedolare secca, scelte con la scusa della semplificazione, nei fatti avvantaggiano i più ricchi; l’amorevole cura di trattare allo stesso modo la prima casa nei fatti avvantaggia chi ha come prima casa un gran bella casa. Tenere alte le imposte di registro al momento dell’acquisto non avvantaggia certo il mercato immobiliare in difficoltà.
I grandi innovatori leghisti si rivelano miseri per idee e ingiusti dal punto di vista sociale. Se questa è la riforma fiscale per i comuni c’è di che preoccuparsi per quella regionale e per la sanità. Se questo governo se ne va a casa prima dell’approvazione di queste riforme è un beneficio per il nord, per il sud e soprattutto per gli italiani poveri e medio poveri.
31/01/11 francesco zaffuto
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Un link interessante sull’argomentohttp://enzorusso2020.blog.tiscali.it/2011/01/27/il-difficile-accordo-sul-fisco-municipale/
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(immagine “Riforme” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast-digiart.blogspot.com/2011/01/ottenebrazione.html )
nota descrittiva dell'immagine per disabili visiviDue mani si dispiegano su un fondo grigio, ogni avambraccio porta dentro gli occhi e parti del volto, ma il naso è posto nel palmo delle mani, di conseguenza nel palmo delle due mani ci sono due nasi. Data la simmetria dell’immagine potrebbe significare che ogni nuova riforma finge un cambiamento. Ma potrebbe significare: occhio alle riforme, soprattutto provate ad odorare bene perché l’occhio può ingannarvi.

domenica 30 gennaio 2011

L’allegro “tiranno” e il mal di firma




Mentre in Egitto impazza la rivolta contro Mubarak al potere da trenta anni, in Italia impazza la voglia di firma per chiedere le dimissioni di Berlusconi, rieletto in abbondanza dagli italiani poco più di due anni fa.

L’iniziativa di raccogliere un diecimilioni di firme per mandare a casa Berlusconi, promossa da Bersani, a quale risultato può portare?
Ho firmato tanti appelli in vita mia, ma erano sempre rivolti ad una autorità o ad una istanza che ne poteva prendere atto.
Delle firme contro Berlusconi chi dovrebbe prenderne atto? Napolitano? La strada di mandare a casa un governo che mostra di avere i voti in Parlamento (anche se diversi voti sono comprati) non pare sarà percorsa dal Presidente della Repubblica. Allora se è escluso Napolitano chi dovrebbe prenderne atto è lo stesso Berlusconi.
Alla domanda: dove porterete le firme raccolte per «mandare a casa Berlusconi?», Bersani ha risposto: «Le porteremo con i tir davanti a Palazzo Chigi». Tanta fatica dei raccoglitori per poi sentir dire a Berlusconi: quelli che non hanno firmato sono molto di più e stanno con me (al punto che io stesso, se non firmo, potrei essere considerato tra i berlusconiani). La raccolta delle firme può diventare solo una campagna pubblicitaria con effetti poco significativi.
La strada maestra per mandare in congedo Berlusconi sono le elezioni e nelle elezioni vanno eletti deputati che non si vendono. Lo spettacolo dei deputati “responsabili” in vendita non è stato meno squallido dei balletti in villa.
In questa Italia degradata è necessario parlare dei problemi dell’Italia e la sinistra ha il dovere di presentare un programma per l’Italia capace di avvicinare alla politica le nuove generazioni e tutti gli italiani che alle ultime elezioni si sono astenuti per attacchi di vomito.
31/01/11 francesco zaffuto
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immagine – “l’uomo del destino” acquerello e isatis © francesco zaffuto
nota descrittiva dell'immagine per disabili visiviL’uomo del destino ha una mascella che ricorda il passato, porta un casco di guerra, è nudo, verde e polvere, un braccio alzato esce fuori dal piccolo foglio, il suo membro a riposo è già enorme, e di palle il sacco ne mostra quattro ben delineate ed altre in formazione.
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Un link interessante sull'argomento

sabato 29 gennaio 2011

L’Egitto non vuole una nuova dinastia di faraoni


Mubarak dopo trenta anni di potere si preparava a fondare una dinastia indicando come suo successore il figlio Hosni Mubarak, Jamal. Oggi (29 gennaio 11) l’Egitto è in fiamme e l’erede è già fuggito a Londra. Mubarak vuole risolvere il tutto con un nuovo governo (una specie di rimpasto), come se niente fosse accaduto, come se non ci fossero già 74 morti nelle diverse città di Egitto (e 1.030 feriti solo al Cairo).
La rivoluzione di pochi giorni addietro che ha cambiato regime in Tunisia oggi si espande in Egitto.
Gli osservatori europei ed americani esprimono preoccupazione per lo scacchiere mediorientale, ma le preoccupazioni occidentali non possono imporre in eterno faraoni, monarchi e califfi.
I popoli hanno diritto ad una vera democrazia e non ad una democrazia addomesticata dagli interessi del capitalismo internazionale.
Il rischio che possano emergere forze fondamentaliste è possibile; ma in questo momento storico nelle piazze di questi stati arabi ci sono uomini spinti dalla miseria e dalla voglia di liberta.
29/01/11 francesco zaffuto
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immagine – carboncino saturato – protetto dai faraoni © francesco zaffuto -
nota descrittiva dell'immagine per disabili visiviuomo con un abbigliamento arabo cavalca un piccolo asino su una strada costeggiata di palme, viaggia osservato dalla caricatura di due teste antiche di faraoni
LINK
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venerdì 28 gennaio 2011

...la sosta



Questo blog è rimasto inattivo per sette giorni, parlerò brevemente dei motivi del…

…la sosta

Ogni tanto la morte mi passa vicino e si porta via un mio familiare o un amico, in uno di questi giorni di sosta mi ha tolto la mia cara sorella Rosalia. Si affolla sempre di più di persone care l’altra parte dell’universo ignoto.
La sosta imposta dalla morte ci allontana dai rumori del mondo, ma dopo poco tempo ritorniamo ai rumori del mondo come se quella sosta non ci avesse insegnato nulla. Nei rumori del mondo ci stiamo dentro come abitanti di un eterno movimento e noi che eterni non siamo, nel ripetere gesti e vizi quotidiani, dimentichiamo nuovamente la morte.
Della morte non si parla; la cataloghiamo, la storicizziamo, l’attribuiamo ad eventi, ma evitiamo di coglierne il senso. Solo qualche volta, quando percepiamo l’assenza di una persona cara ne cogliamo per un attimo il senso; ma timorosi del nostro pianto facciamo diventare la morte un dolore privato da superare per ritornare ai rumori quotidiani.
Affidiamo la riflessione sulla morte agli specialisti: ai sacerdoti, ai filosofi, come se fosse un settore specifico di ricerca. Sacerdoti e filosofi, investiti da tale incarico, costruiscono impianti interpretativi spesso rigorosi poiché vengono letti da altri specialisti, ma i rumori quotidiani del mondo non mutano. Eppure la sosta della morte potrebbe insegnarci, a tutti, di per sé qualcosa: per la brevità delle nostre singole esistenze potremmo cogliere la preziosità del tempo e l’inutile ripetizione dei vizi; per l’assenza che lascia negli affetti potremmo cogliere la necessaria concordia umana.
Durante questa mia sosta privata c’è stata la ricorrenza del Giorno della memoria, per ricordare che nella storia gli uomini sono stati capaci di giocare con la morte al punto di annullare ogni elemento di concordia umana. Tentare di comprendere il senso della morte ci può aiutare a vivere la nostra limitata esistenza.
28/01/11 francesco zaffuto
Immagine foto di rose bianche
http://www.zipnews.it/wp-content/uploads/2009/09/rose-bianche.jpg

venerdì 21 gennaio 2011

Turbamento e turbamenti 2


Dopo il post uno
su
turbamento e turbamenti
http://www.lacrisi2009.com/2011/01/turbamento-e-turbamenti.html

diventa necessario un aggiornamento. E’ arrivato finalmente il turbamento della Chiesa cattolica espresso dal Cardinale Bertone (ovviamente generico e fa riferimento alla mal costumanza di una entità innominabile), comunque è un segno di rilievo.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/01/14/visualizza_new.html_1618996177.html

Si accende a questo punto una nuova possibilità per i botteghini: il toto dimissioni, si dimette o non si dimette.
Arrivano suggerimenti: faccia come Andreotti.
Direi che c’è una differenza sostanziale tra Andreotti e Berlusconi.
Andreotti era un uomo di potere che aveva conquistato il potere con strumenti tradizionalmente politici (poteva essere anche una politica collusa ma era pur sempre politica); governava con una DC che non era tutta sua.
Berlusconi è l’uomo di potere che ha comprato il potere, investendo nella fase iniziale parte del suo patrimonio finanziario; il suo partito è tutto suo e recentemente sta facendo una nuova campagna acquisti per tenere in piedi il suo governo.
Tutto è possibile, ma non credo proprio che Berlusconi si dimetterà e non possono certo essere le milionate di firme di Bersani a convincerlo alle dimissioni. Per ora sta studiando con una selva di consiglieri una nuova strategia mediatica: un mea culpa, una donazione alla beneficenza, una nuova moglie.
C’è un solo modo per mandare in congedo Berlusconi:
elezioni con una forte affermazione di una compagine politica alternativa.
La confusione e l’incertezza su una compagine politica alternativa sono il grande turbamento parallelo.
21/01/11 francesco zaffuto

immagine compenetrazione fotocomposizione © liborio mastrosimone
su http://libomast-digiart.blogspot.com/2011/01/ottenebrazione.html
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nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
Due teste in rosso, su fondo giallo, tentano di sovrapporsi una all’altra, sono al punto di compenetrarsi quasi per la vista, ma resta una indecisione sul quantitativo di occhi e di labbra. L’operazione pare vuole comunicare sconcerto e indecisione sulla stessa compenetrazione

mercoledì 19 gennaio 2011

Turbamento e turbamenti


Sono rimasto turbato quando ci fu la condanna al ministro Previti.
http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/cassazione-previti/lodo-condanna/lodo-condanna.html
Previti operava nell’interesse di Berlusconi; assurdo che l’interessato alla fine sia rimasto incolume e il suo avvocato condannato.

Sono rimasto turbato quando ho saputo che nelle ultime elezioni regionali si è parlato di firme false ad opera di uomini di Berlusconi, uomini considerati tra i più probi.
http://albertocane.blogspot.com/2010/10/molte-firme-del-lista-formigoni-sono.html

Sono rimasto turbato tutte le volte che ho appreso che il popolo italiano ha continuato a votare Berlusconi.

Oggi non riesco più turbarmi, perché avevo già raggiunto il massimo del turbamento
http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=13430

Aspetto il turbamento di Luppi, di Quagliarello, di Bondi, di Gasparri.
Ho preso atto della buona digestione fatta per anni, senza alcun turbamento, di Casini e Fini.
Non mi pronuncio sulla mancanza totale di turbamento di Bossi.
Non ho capito di quale turbamento parla Napolitano, forse di un possibile turbamento dei vescovi. Sto ad aspettare un loro possibile turbamento.
Per quanto mi riguarda vorrei smettere con il turbamento e vorrei rivolgermi alla ragione.19/01/11 francesco zaffuto
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immagine compenetrazione fotocomposizione © liborio mastrosimone
su
http://libomast-digiart.blogspot.com/2011/01/ottenebrazione.html
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nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
Due teste in rosso, su fondo giallo, tentano di sovrapporsi una all’altra, sono al punto di compenetrarsi quasi per la vista, ma resta una indecisione sul quantitativo di occhi e di labbra. L’operazione pare vuole comunicare sconcerto e indecisione sulla stessa compenetrazione.

martedì 18 gennaio 2011

Periodi storici senza parole

immagine - periodi storici senza parole - acquerello su cartoncino nero © francesco zaffuto - anno di realizzazione 1984 - misure cm. 14,5 x 19,5

nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi

Sul fondo nero del cartoncino si evidenziano aspetti carnosi di una ballerina e di un vecchio signore. Una ballerina di danza classica, con le sue scarpette bianche, tutù bianco, si solleva aggraziata sulla punta di un solo piede e con le mani giunte, rivolge il suo piccolo viso verso la destra del quadro dove sta seduto un signore particolare: cilindro, monocolo, pizzetto, papillon rosa, inizio di un gilè e di una marsina, ma subito nudo con le braccia sulle ginocchia e pronto a scattare. La figura della ballerina campeggia centralmente nel piccolo quadro, quella del vecchio signore è schiacciata tutta sul lato destro, si vede poco della parte signorile di sopra e molto della parte bestiale di sotto. Un tavolino con una bottiglia un po' storta e due bicchieri, una lampada centrale che diffonde una luce gialla.

sabato 15 gennaio 2011

IL RISUTATO SALVIFICO del Referendum Fiat

Hanno partecipato al referendum Fiat 5.119 lavoratori, oltre il 94,2% degli aventi diritto.
Il sì ha vinto con 2.735 voti, pari al 54,05%.
I no sono stati invece in 2.325 (45,95%)
le schede nulle e bianche sono state solo 59.
Nel conteggio complessivo dei soli operai, il sì ha prevalso per soli 9 voti.
Il sì è stato decisivo nel seggio 5, quello dei 449 impiegati.


Fonte notizia (
http://www.corriere.it/economia/11_gennaio_14/fiat-referendum-risultati_b0c4ce0a-2023-11e0-aeb3-00144f02aabc.shtml)

LA FIAT è salva

Marchionne non dovrà più prendere la sua valigia di cartone ed emigrare in Canada.
Il popolo italiano dopo la parentesi Fiat potrà riprendere a parlare esclusivamente di Berlusconi.
Il PD prenderà coraggio per dire che le primarie non vanno fatte perché spaccano i....
Fassino, che aveva detto che avrebbe votato sì, potrà diventare sindaco di Torino.
Il primo maggio sarà la festa del Papa.
(ma non è finita qui, perché molti hanno votato sì con l’amaro in bocca)15/01/11 francesco zaffuto
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immagine – uomo avvolto ad una ruota dentata con un fiore rosso in bocca
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post collegati
Urgente per FIAT Marchionne
FIAT tempi moderni

venerdì 14 gennaio 2011

Il denaro e la febbre della crisi


Ma dov’è il denaro?

Pochi giorni fa dall’asta dei Bot annuali, tenuta l’11 gennaio, si sono potuti ricavare questi dati: lo Stato tramite il Tesoro ha chiesto e collocato 7 miliardi di Bot; i risparmiatori e le banche erano disposti ad acquistare Bot per 11,3 miliardi di euro. In pratica 4,3 miliardi in più di domanda di investimento. In questi tempi di crisi risparmiatori e banche hanno visto come una buona scelta investire in Bot ed erano disponibili per un rendimento del 2,076% annuo.
Andiamo ad osservare un altro elemento, l’andamento dei titoli azionari. La Borsa italiana ha chiuso il 2010 con un risultato negativo del 13,23 % per il Ftse – Mib (paniere che racchiude le azioni delle 40 maggiori società italiane ed estere quotate sui mercati gestiti da Borsa Italiana). Il dato negativo si è raggiunto con un andamento a zig zag dal gennaio 2010 al dicembre 2010: una debole ondata di rialzi per qualche giorno sempre seguita da una successiva ondata di ribassi; questo andamento ha rivelato che in borsa si sono presentati puntualmente solo un tipo di investitori quelli che puntavano al ribasso. Non una mancanza di denaro, ma denaro puntato al tavolo del gioco scommettendo sullo sfascio.
In questi anni di crisi (2008/2009/2010/2011) di denaro degli speculatori ce ne è tanto, sta fermo nei bunker, e, se fa fuori qualche capatina, preferisce puntare sullo sfascio dell’economia; di denaro dei risparmiatori ce ne è tanto, sta fermo, prudente, affossato nelle banche, e, se fa fuori qualche capatina, preferisce un investimento sicuro nel debito dello Stato.
Quello che manca è l’investimento produttivo; quando “qualcuno” decide di investire in produzione e lavoro allora non si accontenta di un misero 2%, intende ottenere alti livelli di profitto, diventa una specie di Marchionne.
Per il resto lo Stato, che dovrebbe mettere in campo qualche legge o misura per far riprendere l’economia o indirizzarla, sta ad aspettare che la febbre passi da sola.
14/01/11 francesco zaffuto
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immagine – un tradizionale termometro a mercurio

giovedì 13 gennaio 2011

Urgente per FIAT Marchionne




Dalle ore 22,00 di oggi 13 gennaio si vota.
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A Marchionne basta il 50% + 1. Perché si accontenta di una maggioranza così risicata? Semplice: nel referendum di Pomigliano nei fatti la maggioranza sul numero totale dei lavoratori a favore è stata solo del 59%.

Le probabilità che vinca il Sì a Mirafiori sono elevate, il ricatto è forte: rimani senza lavoro.
Landini, segretario Fiom, ha precisato che la Fiom non ha dato indicazioni di voto per evitare una pericolosa guerra tra operai e si è limitata a condannare il referendum come ricattatorio. Ma nonostante questa posizione di Landini gli organi di stampa, la televisione e Berlusconi in capo, tutti vogliono presentare il referendum come un grande schieramento di guerra tra No e Sì, dove: schierati per il Sì ci sono i responsabili della casa, della famiglia, della modernità, della globalità e invece per il No le teste calde, i nostalgici del passato quelli che sono disposti per dei principi a perdere casa e famiglia.VA RIFIUTATA LA LOGICA DI DIVIDERE GLI OPERAI E DI FARLI DIVENTARE NEMICI TRA LORO. SONO TUTTI OPERAI E COMUNQUE VADA: SOLIDARIETA’ AGLI OPERAI FIAT.
Marchionne non rischia niente: se vince il Sì, dice che investe a Torino, ma poi è tutto da vedere se tra tre o quattro anni non passa ad altri ragionamenti; se vince il No dice che va via da Torino, ma poi è tutto da vedere se ha reali convenienze a smontare la Fiat per trasferirla. Nei fatti deciderà tutto lui per il futuro. Agli operai resta solo di accettare o rifiutare e sempre su una sola pelle.
13/01/11 francesco zaffuto

Immagine – il dito medio di Cattelan in piazza Borsa a Milano – fotografato da Alberto - il link –
http://albertocane.blogspot.com/2010/09/il-dito-medio-di-cattelan.html
Nella foto in particolare il dito pare toccare il cielo. Chissà chi toccherà il cielo con un dito a seguito dei risultati del referendum in Fiat. Ma se il dito Cattelan è da interpretare in altro modo, allora vada pure a Marchionne (f.z.)
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Altri post su questo Blog su Fiat
FIAT tempi moderni
L’Italia un peso

mercoledì 12 gennaio 2011

La Sacra Famiglia e Bologna


Ci sono dei fatti che per il loro essere emblematici debbono riportarci a ragionamenti essenziali. I genitori di quel neonato morto a Bologna per il freddo avevano paura dell’assistenza sociale; già avevano potuto constatare che l’intervento dell’assistenza significava nei fatti che gli avrebbero tolto i figli.
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/10/news/neonato_morto_di_stenti_il_commissario_la_famiglia_non_aveva_mai_chiesto_aiuto-11045854/
Si possono togliere i figli a una famiglia che non ha mezzi di sussistenza?NO
I figli si possono togliere solo se c’è una crudeltà da parte dei genitori. Finché ce voglia dei genitori di accudirli va aiutata la famiglia nel suo insieme.
Ma come si aiuta la famiglia?
Con dei pasti alla Caritas? Con un sussidio comunale? Con una casa? Sono tutti aiuti utili e momentanei, che non bastano.
Se guardiamo ancora una volta il presepe (quello che a Natale ci fa diventare “più buoni”) scopriamo che: ci sono due genitori, una stalla con bue ed asinello per riscaldamento, dei pastori che portano in dono qualche caciotta.
Finito il natale: quella Sacra Famiglia, pensate che si sarebbe potuta mantenere solo con le caciotte portate dai pastori nella natività? Niente affatto. Quella Sacra Famiglia si è potuta mantenere per il lavoro di falegname del capo famiglia San Giuseppe.
Aiutare veramente la famiglia significa fare in modo che chi ha a carico dei figli possa trovare un lavoro continuativo.
Tutte le ciance degli assistenti sociali e gli interventi di magistrati di turno debbono essere di corollario all’aiuto principale: mettere in condizione il capo famiglia di adempiere ai suoi obblighi di capo famiglia tramite un lavoro continuativo da cui ricavare i mezzi di sostentamento.
Poi ci possono essere casi di genitori che rifiutano un onesto lavoro perché preferiscono vivere in malo modo, ma la domanda essenziale resta questa: la comunità sociale ha offerto un lavoro ad almeno uno dei genitori?
12/01/11 francesco zaffuto
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immagini - un classico presepe natalizio
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altri post che hanno affrontato l’argomento in questo blog
La Sacra famiglia, il lavoro, la politica
La madre povera e i giudici di Trento
Pane ......Lavoro
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link di altri blog amici che si stanno occupando dell’argomento
http://estateincantata.blogspot.com/2011/01/bologna-2.html

martedì 11 gennaio 2011

mitridatismo casuale e guida all’uso veleni



Uova alla diossina, maiale alla diossina, mozzarelle azzurre, OGM vegetali di vario tipo, acqua all’arsenico ecc. ecc.
Ci dicono che possiamo difenderci leggendo le etichette. Le etichette non ci sono e sui prodotti ulteriormente trasformati (vedi vurstel o dolci) non ci saranno mai etichette che parlano dell’origine delle diverse materie prime.
Siamo sottoposti ad un casuale mitridatismo con assunzione continua di piccole dosi di veleno, nella speranza di raggiungere una sorta di immunità. Ma mentre Mitridate (vedi nota) aveva il suo medico che con sapienza gli fece assumere piccole dosi di 50 veleni, i nostri supermercati non ci danno indicazioni di sorta.
FORSE, OGNI GIORNO è BENE CHE CAMBIAMO IL TIPO DI CIBO DA MANGIARE E L'INTRUGLIO DA BERE PER EVITARE FORTI CONCENTRAZIONI DI UN SOLO TIPO DI VELENO.
Può essere questa la soluzione?
Ma per chi non raggiungerà la condizione di Mitridate sono pronte le case farmaceutiche con altri veleni che combattono veleni. Le grandi fabbriche del futuro saranno: le multinazionali dei veleni alimentari e farmaceutiche, gli ospedali e i cimiteri.
Il reato di avvelenamento dei cibi deve essere considerato reato gravissimo alla persona umana e perseguito da tutta la comunità mondiale.
11/01/11 francesco zaffuto
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immagine – testa di statua di Mitridate VI
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Nota da WikipediaSi dice mitridatismo una condizione di immunità ad uno o più veleni raggiunta tramite l'assuefazione dovuta all'assunzione costante di dosi non letali degli stessi. Il termine deriva da Mitridate VI il Grande re del Ponto, il quale, temendo una cospirazione, chiese al medico di corte, Crautea, di preparargli degli antidoti. Crautea cominciò a somministrare a piccole dosi un miscuglio di una cinquantina di veleni, il che rese Mitridate immune a qualsiasi veleno allora conosciuto: quando, sconfitto da Pompeo Magno, decise di togliersi la vita, fu costretto a chiedere di essere pugnalato.
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ECCO UN AGGIORNAMENTO DA PARTE DEL GOVERNO
del 15/01/11
qualche semplificazione per chi manipola con i veleni in danno alla nostra salute.

lunedì 10 gennaio 2011

Algeria, Tunisia, ricominciare dal pane


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Nelle piazze in Algeria e Tunisia in questi giorni non ci sono stati i fondamentalisti, ci sono stati i disoccupati, i poveri, i giovani senza futuro.http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Scontri-in-Tunisia-almeno-20-morti-Algeria-annunciate-misure-contro-carovita_311516661585.html
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ULTIMORA 50 morti (ore 12,00 del 10/01/11)
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Il 17 dicembre ad un giovane laureato disoccupato, che per sopravvivere faceva l’ambulante, la polizia sequestra tutto perché senza licenza e il giovane si è dato fuoco; da quel gesto disperato è partita una protesta che ha coinvolto tutto il paese.
http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/33-internazionale/8318-tunisia-la-rivolta-censurata-i-giovani-laureati-sfidano-il-regime.html

In Algeria e in Tunisia, il 60 per cento della popolazione ha meno di 25 anni, il tasso di disoccupazione giovanile è elevato ( ma non è certo tamponato come in Italia da un benessere arretrato delle famiglie). La valvola di sfogo fino ad oggi è stata l’emigrazione verso l’Europa, e con un’Europa in crisi anche questa valvola pare chiudersi.
Algeria e Tunisia hanno avuto esperienze pseudosocialiste autoritarie, ma di fatto improntate all’imitazione di una economia di tipo europeo e al mantenimento di privilegi di caste politiche e sociali, che hanno permesso l’arricchimento di ristrette fasce sociali. Per tutti gli anni 90 e per il primo decennio del 2000 opposizioni e rivolte in Tunisia e Algeria sono state caratterizzate dal fondamentalismo, ma si celava dietro un malessere sociale ed economico profondo.
Oggi le piazze di Tunisia e Algeria sono come quelle di Parigi, Londra, Roma con giovani in lotta per la loro sopravvivenza in quanto uomini. Quella divisione che per tanti anni è stata all’insegna della religione sembra scomparire, tutti uomini, tutti egualmente figli di Dio.
Di fronte al carovita e alla disoccupazione non ci possono essere divisioni di sorta, forse riusciamo a parlarci tutti con la stessa “lingua”, possiamo dire: “proletari di tutto il mondo unitevi”. Ma perché, per che cosa? Per il pane, per il lavoro, per la libertà.
Occorre ricominciare dal pane, ma con un nuovo modello di sviluppo che non si deve basare sull’imitazione del vecchio modello Europeo, già in crisi e da superare. Occorre ripartire dalle fonti primarie della sopravvivenza: dall’agricoltura, e da quella ricerca e industria connesse (non in forma predatoria) alla produzione agricola. Pane per tutti significa invertire le logiche di questa economia che produce solo per i più ricchi, significa produrre per i mercati poveri, aiutare lo sviluppo dei paesi emergenti a farcela con i propri mezzi, rinunciare a forme di crescita fittizia. Smettere di fare i predoni della terra e smettere di rendere schiavi altri uomini.
10/01/11 francesco zaffuto
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immagine – acquarello – il tempo del basilico © francesco zaffutonota descrittiva dell'immagine per disabili visivici sono tre profili di volti umani in frequenza, in apparenza di razze diverse ma con un aspetto di unità verso l’unica fronte da cui provengono, dalla loro bocca parte un grappolo d’uva, sul finale del grappolo d’uva l’abbozzo di una testa d’aglio e di qualche frutto, con più decisione emerge da un boccale il ramo di un basilico che si pronuncia come a cingere la fronte unica dei tre volti, sulla destra un orologio da polso. Colori di fondo gialli e ocra a destra, contrastati da un verdastro ingiallito a sinistra.

sabato 8 gennaio 2011

Viva l’Italia, e poi...


Eccola, su questo post sventola la bandiera italiana.

Raccolgo l’appello del Presidente della Repubblica Napolitano di celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e di rendere onore al Tricolore.

Però, bisogna ammetterlo, che strano paese è il nostro dove ci sono esponenti del Governo che in un recente passato hanno detto pubblicamente: (non voglio ripetere e passo alla verifica breve in video http://www.youtube.com/watch?v=OpuwySISFOw ).
Oggi gli stessi, sempre al Governo, dicono che si potrà celebrare l’anniversario dell’Italia solo dopo l’approvazione della loro legge sul federalismo, come se l’Italia dovesse nascere nel 2011, come a dire che l’Italia ancora non c’è.
Ma l’Italia è nata tanto tempo fa, quando alla fine di un lungo percorso fu scritto :

A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e ‘I velle,
sì come rota ch’igualmente e mossa,
l’amor che move il sole e l’altre stelle.

Dante Alighieri, data probabile 1320 http://www.classicitaliani.it/intro_pdf/intro243.pdf , aveva finito di scrivere la Divina Commedia; nasceva la lingua Italiana con un opera destinata a rimanere nei secoli un punto di riferimento di tutta l’umanità per forma, contenuto e bellezza. Attorno a quella lingua si formò una cultura italiana; altri poeti verranno, verranno dopo secoli anche uomini che vorranno dare una veste fisica e sociale a quella unità espressiva.
L’Italia poteva essere una repubblica come la desiderava Mazzini, poteva essere una strana federazione papalina come l’idealizzava il Gioberti o democratica come nelle convinzioni di Cattaneo http://www.losio.com/100citta/cronologia01.htm. Ma la Storia, che è determinata da un complesso di eventi, ci ha consegnato nel bene e nel male un’Italia Sabauda. Che potevano dire quei contadini di Bronte (in Sicilia) che si aspettavano dall’arrivo dei Mille “terra e libertà” e invece furono fucilati http://www.bronteinsieme.it/2st/mo_601.html ????
Lo Stato unitario Sabaudo fu, nei primi anni dell’unità, particolarmente crudo e violento con il meridione d’Italia; lo stesso tipo di sviluppo economico perseguito penalizzò l’economia del meridione; sono tanti gli studi di storia economica che dimostrano questa tesi, qui cito solo quelli di Capecelatro e Luzzato
http://www.francescoseveri.eu/Severi_Salerno/Lezioni%20Marino/Capecelatro_Carlo.pdf
http://www.morronedelsannio.com/sud/seconda.htm
Lo Stato Sabaudo nei fatti ha rappresentato l’unità d’Italia nel bene e nel male per circa novant’anni, ci condusse alla prima guerra mondiale (680.000 italiani morti http://cronologia.leonardo.it/storia/a1918v.htm ) e alla seconda guerra mondiale (443.000 italiani morti http://it.wikipedia.org/wiki/Conteggio_delle_vittime_della_seconda_guerra_mondiale_per_nazione). Quando celebriamo il 25 aprile, che tanti maliaccorti vogliono cancellare dalle ricorrenze, vogliamo dire: MAI PIU’, MAI PIU’, MAI PIU’.
Dopo la seconda guerra mondiale nasce una Repubblica italiana malandata ma con una Costituzione equilibrata nelle sue affermazioni di principio. Nasce un’Italia che lentamente si ricostruisce, con tanti problemi ma anche con qualche punto a suo favore.
L’Italia c’è, qualsiasi cosa ne possano pensare Bossi e amici, grazie a Dante e grazie a tanti che si sono sacrificati senza la riconoscenza di questo paese (compresi quei tanti garibaldini bergamaschi). http://www.bergamoestoria.it/musei/800/scheda06_garibaldi.pdf
L’Italia di oggi è tra i sette “grandi” paesi industrializzati, piena di ricchi e piena di poveri. La cosa più incredibile è che i ricchi si lamentano come i poveri e riescono a confondere le acque su tutti i problemi più importanti del paese. C’è un vizio o chiamiamolo “modo di essere” che hanno gli italiani dal nord al sud e che li unifica “nel peggiore modo di essere”: si richiama a un vecchio proverbio che dice “stai bene e lamentati”.
Chi sta tutto sommato bene deve smetterla di alzare la voce: chi sta al sud ed ha un lavoro ed una bella casa deve smettere di lamentarsi; chi sta al nord ed ha un lavoro ed una bella casa deve smettere di lamentarsi; solo così si potranno meglio ascoltare i problemi di chi non ha un lavoro e neanche una casa.
L’Italia c’è, ma occorre migliorarla.
08/01/11 francesco zaffuto
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immagine 1 – il Tricolore
immagine 2 – Illustrazione di G. Dorè sulla Divina Commedia – Paradiso, la rosa celeste.
.Post su questo blog collegato per argomento
How do you do Fratelli d’Italia?

venerdì 7 gennaio 2011

Troppi avvocati?



Ci sono troppi avvocati, eliminiamoli. Questo è il nuovo luogo comune a cui pare aderiscono i più svariati pensatori. Mi sono meravigliato di trovare tra questi pensatori anche lo stesso Beppe Grillo che di solito su altre questioni dice cose di buon senso. Ecco il link dell’ultimo intervento di Grillo sugli avvocati:
http://www.beppegrillo.it/2010/12/la_moria_degli_avvocati/index.html?s=n2010-12-26
Vediamo di esaminare con calma cosa significa per un giovane iniziare la carriera di avvocato:
Laurea triennale, 3 anni + Laurea specialistica, 2 anni + Praticantato (non pagato presso uno studio) 2 anni + esame di abilitazione alla professione. Considerando le mancate coincidenze delle diverse date, per superare tutti gli scogli, prima di potersi iscrivere all’Ordine, ci vogliono 8 anni di pesante studio e lavoro.
Successivamente questo giovane troverà difficile costruire un suo Studio professionale e reperire dei clienti, per un lungo periodo dovrà accontentarsi di parcelle ben esigue e magari per sbarcare il lunario farà anche un qualche altro lavoro. Considerata la difficoltà di trovare collocazioni di lavoro in aziende e nel pubblico impiego, tanti giovani avvocati oggi vivono marginalizzati tra una libera professione a part-time e un altro lavoretto a part-time, un modo come l’altro per non andarsi a impiccare all’albero della disoccupazione.
Ed ecco che arriva la geniale trovata di Alfano (avvocato nonché Ministro della Giustizia), trovata sostenuta da uno stuolo di avvocati (quelli ricchi e con studi ben avviati): modificare le norme per potere continuare ad essere iscritti all’Ordine. La nuova misura legislativa pare dovrebbe essere questa:
(*) art. 20.1. La permanenza dell’iscrizione all’albo è subordinata all’esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente, salve le eccezioni previste anche in riferimento ai primi anni di esercizio professionale. Le modalità di accertamento dell’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione, le eccezioni consentite e le modalità per la reiscrizione sono disciplinate con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 1 e con le modalità nello stesso stabilite... 4. La mancanza della effettività, continuatività, abitualità e prevalenza dell’esercizio professionale comporta, se non sussistono giustificati motivi, la cancellazione dall’albo... In pratica se in pochi anni non diventi un avvocato ricco ti cancelliamo dall’albo e non potrai fare più l’avvocato; i tuoi otto anni di sacrifici li puoi benissimo buttare nel cesso, e, considerato che è difficile trovare altri tipi di lavoro (nel pubblico impiego, scuola e nelle aziende), puoi benissimo prepararti a fare il disoccupato permanente o il giovane quarantenne disponibile per qualche stage a 600 euro al mese.
Il sig. A.A., Angelino Alfano, giustifica le sue premure e attenzioni in riferimento alla tutela del consumatore. Dal suo blog, ho estrapolato delle frasi, ma chi ha pazienza può leggere tutto su:
http://www.angelinoalfano.it/interventi-d-aula/54-interventi-al-senato/211-intervento-al-senato-riforma-forense
Ecco alcune delle premurose frasi di A.A.:
... è indispensabile, per tutelare davvero il cittadino-consumatore, responsabilizzare al massimo gli ordini professionali, rendendoli i primi garanti della qualità dei servizi resi dai loro iscritti ed allontanando qualunque tentazione di corporativismo.
.....va per intero condivisa la riforma del sistema degli albi, con l'introduzione della necessità della prova dell'esercizio effettivo e continuativo della professione al fine di mantenere l'iscrizione nell'albo degli avvocati e con l'eliminazione dell'iscrizione automatica all'albo....
Tali importanti innovazioni garantiranno una maggiore affidabilità degli albi, impedendo iscrizioni meramente formali e consentiranno soltanto ai professionisti più valenti la difesa...
Sul punto è forte la richiesta da parte del mondo delle professioni della reintroduzione dell'obbligatorietà dei minimi tariffari.
Questo metodo ci ha consentito di ribadire che l'unico vero e grande tesoro che l'avvocato può accumulare nell'ambito della sua carriera non è economico, ma consiste fondamentalmente nella fiducia e nella stima del suo cliente, che sceglie di andare dal suo avvocato riponendo nelle mani dello stesso i beni più preziosi come la libertà, l'onore e financo i sentimenti familiari. Dobbiamo quindi ripartire da ciò: dal fatto che il legame tra il cittadino e l'avvocato è basato essenzialmente sulla fiducia e che questo prezioso affidamento va preservato e tutelato da ogni possibile abuso.
Da bravo Avvocato, difensore degli avvocati ricchi in danno degli avvocati poveri, A.A. ci dice che se scegli l’avvocato che paghi di più è meglio per te cittadino-consumatore (da notare la finezza della dizione cittadino-consumatore nel caso della Giustizia). Ci dice anche che se fai l’avvocato facendoti pagare di meno sei un incapace. Ci dice anche che se non fai l’avvocato con continuità ti dimentichi di tutto quello che hai studiato. Arriva all’ardire di dire che se vuoi fare ancora l’avvocato squattrinato stai difendendo un interesse corporativo; mentre nei fatti è lui A.A. che sta difendendo la corporazione degli avvocati affermati che vedono nella concorrenza dei giovani il pericolo per i loro guadagni.
La “riforma” di A.A. e degli avvocati ricchi, nei fatti, vuole negare l’esercizio della Libera professione a chi ha conseguito i titoli per esercitarla e vuole negare ai cittadini il libero esercizio di scegliersi l’avvocato che vogliono. I cittadini non sono degli imbecilli, prima di scegliere un avvocato chiedono in giro, e se scelgono quello squattrinato spesso lo fanno perché sono squattrinati anche loro, non sono certo in grado di pagare delle salatissime parcelle, e non sono certo in grado di promettere al proprio avvocato una luminosa carriera politica come deputato.
Capisco che la professione di avvocato è vista da tanti cittadini come una professione di avvoltoi, di azzeccagarbugli di manzoniana memoria, di spingitori di liti; ma anche A.A. e gli avvocati ricchi appartengono alla stessa progenie.
Se debbo schierarmi in questa guerra tra avvocati: sto con gli avvocati poveri, non voglio stare con Angelino Alfano e neanche con Ghedini.
07/01/11 francesco zaffuto
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immagine – un dipinto satirico sugli avvocati di Honoré Daumier – il soggetto Avvocati fu preso spesso di mira dalla satira di Daumier – in questo dipinto un vecchio avvocato che si sta pronunciando in una arringa pare ascoltare il suggerimento di un essere demoniaco.

giovedì 6 gennaio 2011

Conigli e scuola, un post difficile



Un post è difficile quando il fatto accaduto è inusitato e l’argomento va a cozzare con diverse sensibilità.

Un docente a Milano è stato licenziato a seguito di una lezione di anatomia andata a male.


Il Corriere della sera del 5 gennaio riporta i fatti in questo modo:
Passo indietro, la ricostruzione dei fatti. In classe, nell'autunno del 2009, il professor Rando aveva portato una cassetta con quattro conigli. «Avrebbero dovuti essere già morti», ha continuato a ripetere il docente. Non lo erano: sempre secondo la denuncia, due dei quattro roditori acquistati in macelleria erano ancora vivi. Tentarono la fuga, tra le risate di alcuni alunni e lo spavento di altri. Tutti minorenni. I più, coinvolti nella caccia al coniglio e nella «mattanza» che seguì «prima il professore tentò di strozzarli con uno spago, poi completò l'opera prendendo gli animaletti a martellate», risero divertiti. Qualcuno abbandonò la classe nauseato. Cinque, forti del sostegno di un altro insegnante, inviarono al Garante degli animali una relazione drammatica. Si mosse anche la Commissione Cultura del Parlamento, dopo un'interrogazione. La versione del prof: «Una bestiola dava ancora segni di vita. Erano spasmi respiratori. Non c'era niente da fare, ho dovuto finirlo come si fa in campagna, due colpi secchi sul cranio. E basta». Lo scorso ottobre il provveditore ha deciso di inviare al Molinari due ispettori.(per l’intero articolo del Corriere: http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_05/prof-conigli-uccisi-classe-licenziato-damico-sacchi_2090cef4-189b-11e0-963c-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano )

Del fatto si era interessata la Lav (lega antivivisezione) e si era errivati ad una interrogazione parlamentare ai ministri Gelmini (Pubblica Istruzione) e Fazio (Salute) a firma dell’on. Paola Frassinetti, Pdl, vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati.
Al link successivo le reazioni di un blog di animalisti.
http://www.promiseland.it/2010/10/11/lezioni-di-crudelta/

Dai fatti mi pare che emerga chiaramente che il docente avesse ordinato a un macellaio dei conigli morti, con la sola differenza che al posto di essere scuoiati, come quelli che ogni massaia compra nel supermercato, erano con la pelliccia. Uno (o due) di questi conigli, per la poca accortezza del macellaio, era stato lasciato solo tramortito. Il professor Rando si è trovato incidentalmente in una situazione imprevista e sicuramente difficile da gestire in classe. Cosa avrebbe dovuto fare? Chiamare il veterinario, chiamare l’ospedale, chiamare la Lav, chiamare il Preside, chiamare il bidello?
La cosa migliore forse era: sospendere la lezione, cercare di recuperare i conigli con l’aiuto del personale (che difficilmente si sarebbe prestato a simile operazione), inserirli in una scatola areata e rinviarli al macellaio che non aveva saputo fare il suo lavoro. Ma al professore “preso alla sprovvista” venne l’idea di completare il lavoro del macellaio e da qui l’accusa di crudeltà e di scarsa deontologia professionale.

Diciamo pure che il professore, per non urtare la sensibilità degli allievi, era meglio che si fosse astenuto dal progettare quel tipo di lezione; che a scuola vanno decisamente proibite le lezioni di biologia ed anatomia con parti di animali, che ci si deve servire solo di libri, riproduzioni in plastica, filmati. Pare che esista una Nota del MIUR del 29 aprile 2008, relativa all’impiego di animali e loro parti per le esercitazioni didattiche di biologia nelle scuole di ogni ordine e grado, che invita all’uso di «supporti didattici moderni ed efficaci, oltre che eticamente sostenibili». Non sono riuscito a procurarmi la versione integrale della Nota, ma evidentemente non basta “l’invita all’uso”, forse si deve arrivare alla inequivocabile proibizione. E’ poi comprensibile una simile proibizione assoluta specie per alcuni istituti tecnici? E’ evidente che per la sensibilità diffusa oggi, tali esercitazioni è meglio evitarle nelle medie inferiori e nel biennio delle superiori, ma come si fa ad escludere simili esercitazioni in istituti di agraria o di alimentaristi? La risposta la dovrebbe dare chi amministra la scuola.

Eppure tutta questa sensibilità che ha portato al licenziamento del professore porta dentro degli elementi di assurdo: sul bancone del supermercato possiamo comprare il coniglio non porzionato (che costa meno del porzionato) e la massaia lo deve pazientemente squartare con un coltellaccio (ogni tanto, di questa spiacevole incombenza debbo occuparmene io). Tra i miei ricordi di bambino ci sono le uccisioni viste in cortile di casa di galline e di qualche coniglio, non ci piaceva di vederli morire e neanche doverli spennare o scuoiare. Forse anche per questo motivo in quei tempi si ricorreva raramente al mangiare carne, pareva proprio una sorta di sacrificio. Oggi la carne la trovano tutti ben affettata in macelleria e la crudeltà è ben occultata perché eseguita in luoghi lontani da personale specializzato: occhio che non vede cuore che non duole.

In ogni caso il prof. Rando è stato licenziato dopo trenta anni di lavoro, le sue colpe sono state: aver voluto fare una lezione di anatomia senza ricorrere a riproduzioni in plastica; non essersi accertato che nella borsa gli animali fossero effettivamente morti, avere “malauguratamente” scelto di completare l’opera del macellaio. La misura del provvedimento di licenziamento attuata dal Dirigente scolastico provinciale di Milano è sicuramente sproporzionata e fa riferimento, non tanto alla sensibilità animalista, ma alle sbrigative nuove misure disciplinari dell’era Brunetta per il pubblico impiego .
06/01/11 francesco zaffuto
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immagine – vetrina di una macelleria di Barcellona (Spagna) in questi giorni di festività, i conigli appena morti sono appesi ed esposti in pelliccia a testa in giù e sanguinanti. Questo tipo di macabra esposizione si notava alcuni anni fa anche nelle nostre macellerie.

martedì 4 gennaio 2011

FIAT tempi moderni


FIAT
tempi
moderni
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Tutta
la
novità
di
Marchionne è il ritorno alla Organizzazione scientifica del lavoro di Taylor (1911). Quella che con dovizia Chaplin descrive nel suo film Tempi moderni.
Oggi però si ritorna a questa organizzazione del lavoro con l’aggiunta del ricatto della mondializzazione: se non accetti la Fiat va via.
La nuova Fiat di Marchionne vuole anche che gli operai siano meglio pagati e che possano restare consumatori sul mercato per suoi stessi prodotti. Allora tutta l’operazione profitto per la Fiat ricade sui tempi della vita e sulla salute dei lavoratori.

Si stanno facendo un sacco di chiacchiere e si tenta di demonizzare la mancata firma della Fiom. Probabilmente il referendum si concluderà come quello di Pomigliano, il ricatto della disoccupazione è fortissimo. Comunque vada, va riconosciuto alla Fiom l’avere denunciato questi nuovi tempi moderni. Tenere in alta considerazione la qualità della vita e la salute degli operai sta alla base del fare sindacato.
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Ecco il testo integrale dell’accordo Fiat-Mirafiori, chi ha pazienza e voglia può leggerlo tutto
http://www.dirittidistorti.it/images/documents/pdf/accordo_mirafiori.pdf
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Qui, qualche puntualizzazione.

Pause:

“sulle linee meccanizzate con scocche in movimento continuo, un regime di tre pause di 10 minuti ciascuna, fruite in modo collettivo, che sostituiscono le attuali tre pause di cui due di 15 minuti e una di dieci”


Niente di male: hai la possibilità di pisciare tre volte, ma se pensavi di pisciare e mangiare un panino, devi cercare di mangiare il panino mentre sei in fila per andare al bagno.

Ma questo sacrificio di 10 minuti sarà pagato e monetizzato.
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Turni

Quando decollerà in pieno l’accordo si arriverà 18 turni (8 ore x 3 turni x sei giorni continuativi).

Come sarà bello lavorare dalle 22,00 alle 6,00 del mattino per poter produrre macchine a tutta birra. E come sarà facile abituarsi costantemente a nuovi diversi turni.

Ma come funzionerà il tutto?

Semplice: “ pertanto la settimana lavorativa avrà inizio alle 22,00 della domenica e cesserà alle 22,00 del sabato successivo e il riposo settimanale domenicale avrà luogo dalle 22,00 del sabato alle ore 22,00 della domenica”

Ma come passo la domenica se debbo iniziare a lavorare alle 22,00 della domenica?
Semplice: ti puoi alzare alle otto del mattino, prendi un caffè, e tra le 9,00 e le 10,00 vai a vedere una di quelle Messe che fanno di prima mattina, e ti fai benedire; per il pasto ti conviene che non vai oltre 12,00, in questo modo verso le 13,00 ti metti a letto, e mi raccomando devi dormire bene almeno un sei o sette ore, prendi del valium se non ci riesci, perché alle 22,00 devi essere fresco e riposato, non voglio che mi cadi dalla scocca meccanizzata.

Ma se io volessi essere pagato di meno e lavorare solo di giorno?
Non si può, non si può. Preferisco che tu possa guadagnare di più. Circa 3.700 euro l’anno in più. Ci pensi!? Potresti comprare a rate in dieci anni, uno di quei Suv che tu stesso produrrai.

Ma almeno con questi turni le otto ore di lavoro non le supero?

Un momento, almeno 120 ore annue pro capite di straordinario ce li devi dare. Farai magare ogni tanto un turno in più.

Che vuol dire pro capite?
Che ce li devi dare anche tu, anche se non vuoi, guarda che ad essere gentili “di norma” ti comunicheremo che dovrai fare lo straordinario 4 giorni prima.
E se io non posso?
Possiamo accettare la tua impossibilità, ma nel limite del 20%.

Ma così io mi ammalo?

Ma non ti preoccupare per la tua salute, sarai sempre sottoposto a controlli medici da parte dell’azienda con il sistema Ergo Uas.
E che vuol di’?
Vuol dire che sarai monitorato costantemente dai nostri esperti in tutti i movimenti dei tuoi arti.
Però, se ti dovessi ammalare, è meglio che ti ammali gravemente per più di cinque giorni e in periodi non coincidenti con qualche festività, altrimenti il primo giorno non ti sarà pagato.
Nell'accordo ci sono anche altre brutture, chi vuole può approfondire sul testo integrale.
04/01/11 francesco zaffuto
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CHI VUOLE PUO' FIRMARE L'APPELLO SU MICROMEGA

lunedì 3 gennaio 2011

Prospettive per il 2011


Qui non c'è più posto per un lavoro onesto, non c'è compenso alle fatiche; meno di ieri è ciò che oggi possiedi e a nulla si ridurrà domani.......
ci rimanga chi muta il nero in bianco, chi si diverte ad appaltare case, fiumi e porti, cloache da pulire.....
Ma io qui che posso fare? Non so mentire..... e di un ladro mai sarò complice......


Umbricio mette insieme le sue poche cose e si prepara a partire.
Non è la cronaca di oggi, si tratta della fuga da una Roma corrotta di mille e novecento anni fa e ne parla Giovenale nella sua terza satira.
La differenza con l’oggi è che ai tempi di Umbricio verso Cuma o Procida si poteva trovare qualche libero romito rifugio, oggi non più.
Bisogna che vada; da un po' con la sua frusta il mulattiere fa segno che è l'ora. Pensa a me qualche volta e quando avrai occasione che Roma ti restituisca alla tua Aquino per rimetterti in forze, avvertimi: da Cuma verrò alla tua Cerere Elvina, alla tua Diana. Coi miei scarponi verrò in quelle gelide campagne ad ascoltare le tue satire, se non m'avranno in uggia.
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Per la terza satira di Giovenale (con dovizia di note e testo latino a fronte)
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immagine - carro con muli - 1865 - vecchia foto anonimo - su