mercoledì 31 ottobre 2012

Astensionismo perché ???


Le votazioni in Sicilia hanno messo all’ordine del giorno di politici ed osservatori politici la parola: ASTENSIONISMO. Fino ad oggi su questa parola si era sorvolato;  sì,  qualche preoccupazione, qualche invito ad andare a votare, tutto qua; le percentuali ancora non spaventavano (anche se alle regionali del 2010, test che riguardava quasi tutta l’Italia,  la percentuale di astensione era stata del  35,78%).  Ora il segnale che viene dalle elezioni in Sicilia è allarmante: non vota il 52,58% dei siciliani; il dato comincia ad essere visto come un pericolo per la democrazia. Non so se si possa considerare un vero e proprio pericolo visto che il sistema prevede che chi ha votato determina il governo dell’amministrazione pubblica senza alcun quorum, ma sicuramente è una contraddizione notevole visto che la democrazia sul piano teorico fa sempre appello alla cosiddetta maggioranza. Questa volta è una minoranza che determina una amministrazione regionale. Ma a parte ogni considerazione moralistica sul voto o non voto ed a parte ogni considerazione sul necessario esercizio di amministrare la cosa pubblica, penso sia il caso di vedere quali elementi confluiscono nell’astensionismo.  Penso che ci siano, a grandi linee, almeno quattro tipologie di astensione (tralascio la componente incidentale di chi non va a votare per seri motivi di salute o di spostamenti, trattandosi di percentuale minima e sempre presente):
la prima tipologia, quella di chi non è andato a votare perché non crede nel sistema democratico o almeno in questo sistema democratico (considerazioni di principio e di natura intellettuale che credo possano riguardare una minoranza degli astensionisti);
la  seconda di chi  “io mi faccio i fatti miei … e chi se ne frega” (c’è sempre stata, non si sa quanto possa essere elevata, potrebbe essere spostata a votare tramite pecunia o favori);
la terza di protesta contro i partiti e contro tutta una classe politica che non ha saputo rappresentare aspirazioni, desideri, bisogni (è molto probabile che questa tipologia di astensione sia molto aumentata, e questi cittadini potrebbero ritornare a votare se si intravede un cambiamento o se si lasciano ammaliare da una nuova promessa);
la quarta di chi non se la sente di scegliere per forte indecisione o ignoranza o cattiva informazione (se intervistati, questi astensionisti diranno sempre che stanno protestando, ma in realtà non se la sentivano di fare una scelta consapevole).
 Per tanti anni nel nostro paese si diceva che votare era un obbligo; c’era addirittura la prassi di segnare, per le elezioni nazionali, la mancanza dell’esercizio del diritto di voto sul casellario giudiziario del cittadino; è stata una grande battaglia di libertà dei radicali e di Pannella l’aver smontato il teorema delle grandi maggioranze di ignavi obbligati a recarsi alle urne; erano i tempi del 98% che votava, i tempi di grandi quantitativi di schede bianche e nulle, i tempi delle grandi vittorie democristiane. Il voto anche se inconsapevole decideva tutto.
 Ora è meglio un voto consapevole o un voto inconsapevole? L’andare a votare perché ammaliati da discorsi di grandi oratori o di aizzatori, che puntano sulle appartenenze e sul ragionamento delle  viscere, si può considerare una buona cosa???
 Possiamo dimenticare che la storia ci narra che la prima affermazione di fascismo e nazismo si ebbe  tramite il voto, e si votò per l’ultima volta.
 Certo la maggioranza che non va a votare è il fallimento di un’intera classe politica. Ma per uscire da questo fallimento è sempre preferibile un voto ragionato, meditato, consapevole. Gli appelli per andare a votare debbono essere improntati alla ragione e non alle appartenenze. La partecipazione dei cittadini alla vita pubblica va costruita non solo nel momento del voto ma ogni giorno nella discussione attenta e trasparente dei provvedimenti. Si dovrebbe dire: votate se siete ben sicuri di quello che fate e dopo aver votato controllate bene quello che stanno facendo gli eletti, non vi lasciate trasportare da semplici slogan, non vi lasciate ammaliare.
31/10/12 francesco zaffuto
Questo blog ha affrontato l’argomento astensionismo più volte – i post precedenti si possono consultare alla voce Etichette - astensiomismo

Immagine (mah! … boh! - fotocomposizione © liborio mastrosimonehttp://libomast1949.blogspot.com/)
nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
Una antica statua guarda giù verso il suo membro virile caduto. Sulla destra si ripete un occhio grande e un membro a riposo .

UNA ANNOTAZIONE  del 2/11/12 ore 19,00
Sull'Espresso di oggi il giornalista Lirio Abbate dice  non poter sapere cosa abbiano fatto i mafiosi in libertà ma di poter "affermare con certezza che i boss detenuti hanno preferito non votare. E di solito i mafiosi detenuti fanno ciò che viene indicato da quelli ancora liberi".
"L'astensione così massiccia in tutta la Sicilia non era mai avvenuta anche fra i detenuti, tanto che i seggi aperti nelle carceri sono stati deserti - ha scritto il giornalista - Nessuno di loro si è presentato a votare. Su 7.050 detenuti hanno votato solo in 46: ma si tratta di carcerati comuni e non di mafia". E al carcere di Pagliarelli a Palermo, "dove si trovano rinchiusi i mafiosi, su 1.300 detenuti solo uno si è presentato al seggio elettorale. Stesso identico atteggiamento a Catania, Agrigento e Caltanissetta".
Quando ho inserito il post il 31/10 ho parlato di quattro tipologie, penso che gli elettori mafiosi liberi che non hanno votato si possano iscrivere alla seconda tipologia di cui ho parlato. Riguardo al voto nelle carceri va considerato che i carcerati in Sicilia non sono tutti mafiosi e che nelle carceri non si sta certo bene, ci sono problemi gravissimi di cui appena i radicali e il presidente Napolitano si sono fatti carico, problemi che non hanno sfiorato la classe politica; l'astensione nelle carceri è comprensibilissima indipendentemente dalle indicazioni che possano avere dato i boss mafiosi. Sicuramente le indicazioni dei boss mafiosi avranno avuto una forte influenza nelle carceri ma si sono coniugati con un malessere reale.  Riguardo ai dati di astensione in tutta la Sicilia le indicazioni di astensionismo della mafia non hanno certo determinato la grande percentuale di astensione che si è registrata; ma se la mafia può,  lo lascerà credere (f.z.) 

lunedì 29 ottobre 2012

SULLA SICILIA UN SOLE PARTICOLARE



 In Sicilia all’ombra di una astensione del 52,58% brilla un sole particolare. La Sinistra con la stampella dell’UDC ha vinto le elezioni, Crocetta sarà il nuovo Presidente dell’Assemblea Regionale siciliana. Il maggior partito è il Movimento cinque stelle.  Il PDL si dimezza.  Miccichè non sfonda. La sinistra SEL/IDV/Verdi (sulla base dei dati parziali) forse non riesce a superare il limite previsto per entrare in Regione, il voto di protesta è stato tutto intercettato dal Movimento a 5 stelle. Il Presidente Crocetta  non ha una maggioranza e con le prime dichiarazioni annuncia che cercherà di ottenere la maggioranza nello specifico di ogni provvedimento;  in pratica gioco forza si dovrà trovare un altro stile di governo, far partecipare di più i cittadini al dibattito e mettere i parlamentari siciliani in condizione di fare scelte alla luce del sole.
 Se si considera che la Sicilia dal dopoguerra ad oggi è stata sempre una regione dove  le elezioni sono state  dominate dalle destre e dove si ripetevano sempre gli stessi schieramenti, oggi è cambiato qualcosa.  Pur tra tante contraddizioni questo sole particolare potrebbe anche brillare.
29/10/12 francesco zaffuto

immagine - la sicilia con la scritta - la storia della Sicilia - da internet

La Sicilia c’è ma mancano il 52,58% dei siciliani

E' una immagine geografica dal satellite, possiamo essere sicuri: la Sicilia c'è.
Ma pare che mancano il 52,58% dei siciliani.

 Se il dato di partecipazione al voto delle elezioni regionali in Sicilia è il 47,42 e si fa la dovuta sottrazione si ottiene che il 52,58% dei siciliani non sono andati a votare.
 Nessuno venga a dire che ciò è poca cosa. Nessun politico e nessun osservatore politico può ignorare questo dato, si tratta di un dato storico che descrive lo scollamento tra politica e popolo, la maggioranza non è andata a votare.
 Si aspettano i dati della minoranza dei votanti e verso mezzogiorno ci saranno delle sorprese, ci si aspetta il tracollo dei grandi potentati politici. (f.z.)

domenica 28 ottobre 2012

SIMILITUDINI

La notizia che un capo del partito comunista cinese è un miliardario

mi ha spinto a scrivere una riflessione dal titolo Similitudini. 
Questa riflessione però l'ho collocata nel mio blog Grovigli di parole, allego il link


chi volesse leggere o lasciare commenti prego farlo sull'altro blog

Addio Ponte


 Oggi i siciliani vanno al voto, molti non ci andranno, molti ci andranno un po’ confusi;  solo chi vive nella nebbia delle appartenenze  andrà a posare con sicurezza la sua croce.
 Sarebbe opportuno che tutti i siciliani, prima di esercitare o non esercitare il diritto di voto,  si ricordassero  del Ponte sullo stretto di Messina.  Di quella grande opera che veniva descritta come irrinunciabile, già pronta, assegnata, appaltata, nonostante manifestazioni di dissenso, e pareri  contrari di sismologi ed ecologisti.
 Per dimostrare che si trattava di una scelta definitiva si arrivò a dare l’appalto prima di avere raccolto tutti i pareri tecnici e, soprattutto,  prima di vedere se si avevano risorse le finanziarie per realizzarlo;  si sapeva che eravamo sull’orlo del disastro finanziario e si andava avanti con il ponte.
 Il governo dei Tecnici ha dovuto precisare che si trattava di una impresa abbastanza folle e l’ha abbandonata .
 Ora il ponte non c’è più  ma, visto che la firma sull’appalto il governo Berlusconi l’aveva messa, ci stanno le penali da pagare.
 La penale potrebbe pagarla Berlusconi, che tanto voleva quella faraonica impresa,  in fin dei conti i soldi non gli mancano,  ma non è previsto: quel ponte si stava realizzando per il “nostro bene” e saremo noi italiani (compresi tutti i siciliani) a pagare. Addio ponte.
28/10/12 francesco zaffuto
Immagine virtuale del possibile ponte sullo stretto riportata su internet
Questo blog si è occupato del Ponte nei post   ponte sullo stretto (5)

sabato 27 ottobre 2012

Ostrega ... !


 Per salvarci dalla “magistratocrazia” resta in campo.  Pochi minuti fa si è conclusa la conferenza  stampa di Berlusconi. Tutti i nostri guai vengono dalla Merkel.  Presa di distanza da Monti troppo vicino alla Merkel.  Non sarà il candidato premier, ma resta a capo del suo movimento - partito. In pratica resta il capo.
 I suoi potranno ricominciare a cantare: “meno male che Silvio c’è” ma sono un po’ confusi.
 Ma gli italiani,  dalle elezioni  del 2010,  pare che non si lascino più ammaliare. 
 Allego il post che avevo inserito appena stamattina  LA CADUTA DI BERLUSCONI E I TEMPI

LA CADUTA DI BERLUSCONI E I TEMPI


 Berlusconi, politicamente era già caduto,  il suo tracollo era cominciato da tempo,  si può far risalire ai risultati delle elezioni regionali del 2010 ( Berlusconi ha perso le elezioni); da allora non si era più ripreso. In questi giorni si sono solo sanciti gli atti definitivi: il suo annuncio che dice di andar via per suo grande disinteresse  e la sentenza del tribunale che dice tante altre cose.
 Ora comincia il grande conteggio dei tempi,  compito per gli avvocati.
C’è la possibile prescrizione: ma i giudici di primo grado hanno voluto lanciare un segnale di celerità,  hanno emesso dispositivo e sentenza insieme per non concedere ulteriore tempo, pertanto se la stessa celerità venisse imitata in secondo e terzo grado non si arriverebbe alla prescrizione.
 C’è anche il conteggio da fare con lo stesso beneficio dell’indulto di tre anni:  vero è che in base alla legge 31 luglio 2006 n. 241 il condannato può beneficiare dell’indulto di tre anni, ma è anche vero che la stessa legge al comma 3 dell’art. 1 così recita:
Comma 3 - Il beneficio dell'indulto e' revocato di diritto se chi ne ha
usufruito commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, un delitto non colposo per il quale riporti
condanna a pena detentiva non inferiore a due anni.
 Di conseguenza una condanna che potrebbe venire con il “processo Ruby” potrebbe far saltare lo sconto dell’indulto.
Sic transit gloria mundi! (lo hanno detto in tanti, e anche lo stesso B ...) 

MA ECCOLO DI NUOVO .... "RITORNO PER RIFORMARE IL PIANETA GIUSTIZIA"
27 ottobre - ore 13,30 e nuova conferenza stampa annunciata per le ore 17,00
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-27/berlusconi-obbligato-restare-campo-130923.shtml?uuid=AbKNTOxG

venerdì 26 ottobre 2012

ignorantia legis non excusat



AVVISO
proprio oggi è stata riportata una notizia sul Sole 24 ore - il Governo intende porre rimedio a questa stortura dal 1 gennaio 2013 - Gazzetta e Archivi diventeranno gratuiti
la notizia è stata riportata sul sito della Gazzetta ufficiale
si parla di gratuità di tutto il servizio.
Sono ben lieto di questa notizia e penso che chi ha lavorato prima di me in questa direzione ha ottenuto un buon risultato. Lamentarsi serve, ma se c'è qualche ragione per essere lieti è meglio.
26/10/12 - ore 19,18 -  

L'articolo che segue pubblicato in prima mattinata, prima della notizia,  viene lasciato di seguito non modificato -


Provate ad andare sul sito della Gazzetta Ufficiale, che istituzionalmente raccoglie tutte le leggi dello Stato
trovate che l’accesso all’archivio di tutte le leggi non è gratuito,  richiede la sottoscrizione di un abbonamento telematico – Per l’abbonamento annuo alla versione completa  (con lo sconto 10%, bontà loro) € 495,00.
Eppure
«L'ignoranza della legge non scusa nessuno».
Non lo sapevate: pagate la multa lo stesso.
Non lo sapevate: andate in galera lo stesso.
 Il Codice penale così recita all’art. 5
Articolo 5. Ignoranza della legge penale. Nessuno può invocare a propria scusa l’ignoranza della legge penale.
La Corte costituzionale, con sentenza del 24 marzo 1988,  n. 364/88, ha dichiarato l'articolo in questione parzialmente illegittimo per il fatto che non prevede l’ignoranza inevitabile della legge penale.
 Ma provare l'"ignoranza inevitabile" non sarà facile in giudizio;  e se avevate un diritto e non ve ne siete avvalsi entro i termini previsti, l’avete perso per sempre.
 Il legislatore produce sempre nuove leggi e spesso le nuove leggi richiamano vecchie leggi che restano in vigore, la consultazione degli archivi normativi è essenziale. 
 La gratuità nell’epoca della sola carta era, ed è ancora oggi, assicurata accedendo alle raccolte della Gazzetta presso le biblioteche comunali.
 Da quando esiste la rete internet  l'informazione sulle leggi è più semplice e meno oneroso.
 Pagare un abbonamento on line  per informarsi sulle leggi dello Stato sta in contrasto con le stesse leggi dello Stato.
“Vogliamo che la Gazzetta ufficiale sia  integralmente, gratuitamente e a tempo indeterminato accessibile on line.”  Ho trovato in rete questa richiesta, mi associo e la ripeto per far sentire a chi dovrebbe sentire.
26/10/12 francesco zaffuto
Immagine – una prima pagina cartacea della Gazzetta ufficiale 

giovedì 25 ottobre 2012

Salva Sallusti e bavaglio per tutti


In un recente post su questo blog  594 Sallusti 595 mi auguravo un rimedio legislativo che modificasse gli articoli 594 e 595 del codice penale per eliminare la pena carceraria e per eliminare gli elementi di lesa maestà nell’art. 595. Ma i “grandi pensatori”,  che vagano per le aule parlamentari,  si sono messi a lavoro ed hanno cominciato a preparare un grande miscuglio: togliere il carcere a Sallusti, inserire vari obblighi a giornali, editori, blogger,  in tema di rettifiche. Riguardo poi alla lesa maestà neanche a parlarne, non viene minimamente scalfita.
Al momento il disegno di legge è questo
ma si attendono modifiche.
Editori e giornali stanno esprimendo tutta la loro preoccupazione
Wikipedia  ha ricominciato ad inserire il suo comunicato di allarme.
Riguardo poi ai nostri blog l’allarme non si può dire per niente cessato;  gli obblighi che si voglio inserire per gli stessi motori di ricerca sono in grado di creare una chiusura degli spazi di espressione
In pratica un salva Sallusti con un bavaglio per tutti.

mercoledì 24 ottobre 2012

No 24 e no 21 - si allontana il pericolo sui docenti


Al momento tra Einaudi e Profumo, vince Einaudi,
 E' scongiurata l’ipotesi 24 ed anche l’ipotesi a 21 di aumento dell’orario cattedra, ecco il comunicato del MIUR  riportato dall’agenzia Andkronos
"Non esiste alcuna ipotesi di lavoro al vaglio dei tecnici del Miur per portare da 18 a 21 le ore di lavoro degli insegnanti". Lo precisa il ministero dell'Istruzione Universita' e Ricerca in merito alla voce rilanciata oggi nel dibattito sulle norme del ddl stabilita' rilanciate da alcuni organi di stampa per la parte relativa alla scuola. Tali indiscrezioni giornalistiche, precisa ancora il dicastero di viale Trastevere "sono destituite da ogni fondamento".
 Dopo la levata di scudi di docenti e docenti in tante manifestazioni e raccolte di firme, dopo la preoccupata presa di posizione dello stesso Bersani, il Governo pare fare marcia indietro in modo definitivo su ogni ipotesi di aumentare l’orario di cattedra ai docenti.
 Ma è opportuno continuare a  mantenersi svegli e attenti.
24/10/12 francesco zaffuto
immagine – Luigi Einaudi legge un libro insieme a dei ragazzi

26 ottobre Grillo a Caltanissetta

Questa è una vecchia foto degli anni '50 di viale Regina Margherita;  scivola nella sua prospettiva e si perde quasi all'infinito e quando si arriva giù in fondo:  una terrazza si apre a guardare tutta la grande valle, centro e cuore della Sicilia. Questa foto l'ho trovata su facebook a questo indirizzo
Oggi questo viale non è molto cambiato, tranne che giù in fondo è stato collocato il monumento ai caduti, può raccogliere il doppio della popolazione di Caltanissetta; in passato è stato usato per l'organizzazione di grandi fiere e oggi giace un po' abbandonato dall'amministrazione della città.
  Grillo per la chiusura della campagna elettorale in Sicilia ha scelto questo viale e non la piazza principale della città, nessuno lo aveva mai fatto; si aspetta un grande afflusso di spettatori, che teoricamente potrebbero diventare tutti voti per il suo movimento. Non è facile, perché i siciliani amano l'arte della parola ma ci credono anche un po' poco. Comunque, questo viale pieno di persone può far tremare  chi ha governato a sbafo la Sicilia per tanti anni.
Auguri
24/10/12 francesco zaffuto
Il comizio di chiusura della campagna elettorale di Grillo è previsto  il 26 ottobre alle ore 20,30
ecco i link degli ultimi post inseriti sul questo blog per le elezioni in Sicilia
La Sicilia rischia di perdere 10 miliardi di fondi...
tutti gli eleggibili della Sicilia
Nuoto: dopo Mao, Grillo
DOPO IL COMIZIO DEL 26 - qualche link
http://www.ilfattonisseno.it/2012/10/grillo-a-caltanissetta-incanta-e-tuonada-qui-e-partita-la-legalita-illegale/

martedì 23 ottobre 2012

gaffe o non gaffe del Ministro Fornero


al link dell’ansa trovate anche il video – qui riporto solo il contenuto Ansa -  per commentarlo in breve.
Nuova gaffe del ministro del Lavoro Elsa Fornero. Nel corso di un convegno ad Assolombarda, consiglia alle giovani generazioni di "non essere troppo choosy (difficili, pignoli, ndr), all'inglese, e prendere le prime offerte e poi da dentro guardarsi intorno" perché "non si può più aspettare il posto ideale". Subito dopo, però, alla richiesta di un commento da parte dei cronisti, Fornero spiega che "i giovani italiani oggi sono disposti a prendere qualunque lavoro", "tant'é che sono in condizioni di precarietà". "Nel passato - sottolinea - quando il mercato del lavoro consentiva cose diverse, qualche volta poteva capitare, ma oggi i giovani italiani non sono nelle condizioni di essere schizzinosi".
Ma  gaffe o non gaffe
Signor Ministro,  fatto sta che anche quando i giovani non sono “schizzinosi” il  cosiddetto “qualsiasi lavoro”  non lo trovano lo stesso.  Se un giovane laureato chiede di fare il barman o l’aiuto cuoco o lo scopino, non  trova questo lavoro;  perché le ditte non prendono laureati per questi tipi di lavoro, preferiscono addirittura darli ad extracomunitari, più malleabili e ricattabili.  Ai giovani laureati sono destinati stage non pagati o pagati una elemosina, e lunghissimi periodi di disoccupazione;  tranne per quelli che  hanno avuto fortuna  o qualche santo in paradiso o sono dotati di eccezionali capacità, un esempio  lo può trovare nel suo sottosegretario. 
23/10/12 francesco zaffuto

Immagine fuori testo  – la Bocca della Verità di S. Maria in Cosmedin – Roma – Ma ormai verità – gaffe  e confusione si intrecciano a tal punto da restare tutti a bocca aperta.

domenica 21 ottobre 2012

L’ora di lezione, da Einaudi a Profumo


Qui di seguito due citazioni, quella di Einaudi e quella di Profumo.
Einaudi
«Gli insegnanti, il cui orario settimanale è andato via via aumentando, sono diventati delle “macchine per vendere fiato”. Ma “la merce fiato” perde in qualità tutto ciò che guadagna in quantità. Chi ha vissuto nella scuola sa che non si può vendere impunemente fiato per 20 ore alla…settimana. La scuola a volerla fare sul serio logora. E se si supera una certa soglia nasce una “complicità dolorosa ma fatale tra insegnanti e studenti a far passare il tempo”. La scuola si trasforma in un ufficio, o in una caserma, col fine di tenere a bada per un certo numero di ore i giovani; perde ogni fine formativo». (Luigi Einaudi, Il Corriere della Sera, 21 aprile 1913).
Profumo
  “nel patto della scuola che andremo a stipulare dovremo avere maggiore flessibilità, e prevedere ad esempio i part time. O l’opposto: lavorare di più, per chi lo voglia fare”. Quindi l’idea  innovativa sarebbe quella di dare “la possibilità agli insegnanti di adattare i tempi di lavoro con quelli della vita: ora lavoro di più perché sto in una fase familiare in cui lo posso e lo voglio fare, ora lavoro di meno perché ho figli piccoli o altre necessità”.
 Certo, Einaudi, non era persona da sottovalutare l’entità della spesa pubblica,  eppure quando parla di ore di lezione fa riferimento alla fatica del docente e  al bagaglio culturale che deve essere trasferito agli allievi. Profumo ha un approccio ben diverso: cerca di ammaliare i docenti con novità e con aria furba parla di grandi possibilità per docenti e studenti, ma in concreto vuole far passare un aumento dell’orario cattedra. Non può certo ignorare il ministro Profumo che il part-time già esiste nella scuola e il docente può optare tra la cattedra a 18 e la cattedra a 9/10 ore (a seconda della materia insegnata). Quindi quando parla di tempo flessibile nella sua mente si intende qualcosa di ben diverso, intende considerare la cattedra di 18 ore (come è attualmente nelle medie inferiori e superiori)  come una tipologia di part-time. Di conseguenza il 24 e più, diventa una cattedra piena. Quello che potrà arrivare come trasferimento di cultura agli studenti è secondario. Diciamola tutta, signor Ministro, cerchi di immaginarsi la cattedra di matematica delle scuole superiori, cerchi di immaginarsi che l’insegnante supera le 4 ore di lezione nell’ambito di un giorno, cerchi di immaginarsi il fiato di questo docente alla quinta ora. Aggiunga, signor Ministro, che nella scuola c’è il particolare carico di mantenere la disciplina (non si tratta di lezioni all’università), di tenere svegli e costantemente interessati allievi che stanno sulle sedie pronti a scattare via …
 Intanto i docenti stanno manifestando, raccolgono firme e petizioni.
E’ giusto preoccuparsi di un prossimo contratto scuola che potrà contenere le nuove “meravigliose” idee di Profumo.
21/10/12 francesco zaffuto
L’argomento 24 ore è già stato affrontato in questo blog sul post
immagine – Luigi Einaudi legge un libro insieme a dei ragazzi
Note
oggi, domenica 21,  è arrivato un Comunicato Stampa di Bersani - (che sia un impegno chiaro!)
riporto il comunicato e il link
"In particolare, voglio dirlo con chiarezza, noi non saremo in grado di votare così come sono le norme sulla scuola
Sono norme al di fuori di ogni contesto di riflessione sull'organizzazione scolastica e che finirebbero semplicemente per dare un colpo ulteriore alla qualità dell’offerta formativa. Voglio credere che ciò sarà ben compreso dal governo. Diversamente, saremmo di fronte a un problema davvero serio."

sabato 20 ottobre 2012

594 Sallusti 595


a    a   594 Sallusti 595

 b  594 Formigoni 595

       c   594 Bersani 595

ECCOLI  

Codice penale - Articolo 594. Ingiuria. Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire un milione.
Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa.
La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a lire due milioni, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato.
Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone.

Codice penale - Articolo 595. Diffamazione. Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire due milioni.
Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a lire quattro milioni.
Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a lire un milione.
Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.

I casi c) e d) , senza conseguenze,  ci fanno un po’ sorridere.
Il caso b) pare una sentenza equilibrata
Il caso a) ci porta a riflettere sulle conseguenze più gravi.  Il Parlamento sta cercando di ricorrere ai ripari: fare una legge salva Sallusti prima che venga tradotto nelle patrie galere. Ma non è facile mettere mano a 65 anni di distrazione dei legislatori.
Le frasi tipo: lei non sa chi sono io, io la rovino, in galera ti mando; non sono solo un ricordo cinematografico, descrivono una Repubblica che è vissuta con questi due articoli, migliaia di processi, tonnellate di carta bollata, persone rovinate, parcelle agli avvocati e arringhe e arringhe di difesa ed accusa.
 Certo la libertà di offendere e la libertà diffondere falsità e calunnie a mezzo stampa non si possono considerare difesa della libertà dei più deboli; ma se si leggono i due articoli del c.p.  con attenzione pare che siano stati costruiti per difendere i più forti.
 Anche se mi trovo politicamente distante mille anni luce da Sallusti comprendo la sua battaglia di voler rimarcare la gravità della condanna alla prigione.
 Abbiamo bisogno di due articoli che tutelino le parti più deboli dalla diffamazione e nel contempo non ledano la libertà di espressione, ed in ogni caso cancellare la penalizzazione più elevata per  lesa maestà.
20/10/12 francesco zaffuto

immagine - cella prigione

tutti gli eleggibili della Sicilia


Come siciliano lontano dalla sua terra mi è stato difficile capirci qualcosa su queste elezioni regionali. Ero molto preoccupato della possibile perdita dei finanziamenti  UE ed ho inserito nel mio blog il post
 Riguardo alle elezioni del prossimo 28 ottobre so  ben poco e non riesco ad  avere notizie dalla TV italiana che considera  la Sicilia molto più lontana dell’Africa.  A forza di cercare su internet ho trovato un articolo su “blitz quotidiano” che propongo a chi vuole sapere qualcosa delle prossime elezioni siciliane e degli uomini in campo, questo è il link
 Leggendo scopro che tra tanti uomini ci sta una donna, sindacalista della FIOM;  la sigla sindacale mi rassicura un po’ e forse se stavo in Sicilia avrei votato per lei.    In ogni caso a queste elezioni  la sinistra arriva divisa e dai sondaggi  pare che tutto possa ricominciare come prima,  come se nulla fosse mai accaduto, dopo Lombardo qualcosa di simile a Lombardo, con un po’ di confusione in più.  Ma cosa serve ai siciliani? Direi:
Pane ......Lavoro . .....Libertà ..... Uguaglianza
Pace ..... Felicità
  Le stesse cose che servono a tutta l’Italia,  e chi non è in grado di aprire un cammino su queste parole vada all’Inferno  (possibilmente da non eletto). 
19/10/12 francesco zaffuto
Immagine – limoni di Sicilia – un po’ acri, ma sono, in questo momento,  il meglio della Sicilia.

giovedì 18 ottobre 2012

uguali come gli altri uguali


vignetta da - http://www.portoscomic.com/  - nota in fondo al post

 La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza pochi giorni fa (n. 223/2012 - depositata 11 ottobre ’12)  su cui mass media ed osservatori politici hanno prestato poca attenzione;  eppure trattasi di una sentenza importante se si vuole riflettere su superstipendi e disuguaglianze sociali.
 Con questa sentenza la Corte Costituzionale ha annullato quel  poco di prelievo che il Governo Berlusconi aveva osato fare su alti dirigenti pubblici e alti magistrati.  Il governo di B. aveva il 31 maggio 2010 varato il decreto legge n. 78 intitolato ‘Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica'. che così recitava all’art. 9 comma 2 :
In considerazione della eccezionalita' della situazione economica internazionale e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, a decorrere dal 1° gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013 i trattamenti economici complessivi dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, previsti dai rispettivi ordinamenti, delle amministrazioni pubbliche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di Statistica (ISTAT), ai sensi del comma 3, dell'articolo 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, superiori a 90.000 euro lordi annui sono ridotti del 5 per cento per la parte eccedente il predetto importo fino a 150.000 euro, nonche' del 10 per cento per la parte eccedente 150.000 euro …
 La Corte Costituzionale  con la recente sentenza ha detto che ciò contrasta con il dettato costituzionale, in particolare con gli  articoli 3 e 53 della Costituzione. La Consulta ha inoltre considerato incostituzionale anche il comma 22 dello stesso articolo 9, dove viene disposto che ai magistrati non siano erogati, ''senza possibilita' di recupero, gli acconti degli anni 2011, 2012 e 2013 ed il conguaglio del triennio 2010-2012'' e che ''per il triennio 2013-2015 l'acconto spettante per il 2014 e' pari alla misura gia' prevista per l'anno 2010 e il conguaglio per l'anno 2015 viene determinato con riferimento agli anni 2009, 2010 e 2014''.
 In pratica quel sacrificio che veniva chiesto a dei cittadini facoltosi è stato annullato facendo riferimento a due articoli  3 e 53 della Costituzione che così recitano:
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
 È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

 Dal punto di vista formale la Corte fa riferimento alla pari dignità ed uguaglianza con i dipendenti privati,  e fa riferimento all’obbligo comune di concorrere tutti alla spesa pubblica in base alla propria capacità contributiva; le misure di Berlusconi in materia di riduzione degli stipendi  per concorrere alla spesa pubblica sono state considerate per conseguenza logica  incostituzionali.
 Dal punto di vista della sostanza, se si guarda al secondo comma dell’articolo 3, salta evidente agli occhi di tutti quanto lo Stato non fa per rimediare un po’ di giustizia e di uguaglianza tra cittadini costretti a vivere senza alcun reddito (o con redditi inferiori ai limiti di sopravvivenza) e cittadini abbondantemente compensati con stipendi superiori a 150 mila euro l’anno.
 Forse Tremonti e Berlusconi hanno sbagliato nella formulazione del decreto o hanno volutamente sbagliare.
 Bastava che Berlusconi e Tremonti (suo geniale ministro per l’economia) avessero scritto in quel decreto legge la seguente dizione: “in base al comma due dell’articolo 3 della Costituzione italiana si diminuisce lo stipendio ai  dipendenti di qualifica dirigenziale, ed anche  ai Parlamentari e a chi riveste cariche politiche … ecc … ecc …  i risparmi ottenuti saranno devoluti  per garantire il minimo reddito di sopravvivenza ai cittadini italiani più poveri.  In tal caso la Corte non poteva di certo parlare di contrasto con l’art. 3 della Costituzione.
 Monti e il suo Grilli ripeteranno gli stessi errori dei predecessori?????
18/10/12 francesco zaffuto

Immagine – vignetta di Franco Portinari – gentilmente concessa in uso per questo post – link al blog di Portos -
nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
due dialoganti,  lavoratori di mezza età:
primo: le toghe bocciano i tagli ai loro maxi-stipendi:  dice che va contro i valori costituzionali
secondo: un vero attaccamento ai … valori